Valentino Liberto.

Valentin[o]

By: Valentin[o]

Mag 05 2008

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Valentino Liberto

«Ricordo come, nell’aprile del 2007, una nutrita delegazione di studenti provenienti da varie parti dell’Alto Adige/Südtirol venne immortalata a Sarajevo dinanzi alla targa che ricorda l’attentato all’Arciduca Francesco Ferdinando d’Austria, la scintilla che fece scoppiare il primo conflitto mondiale e comportò da un lato lo sgretolamento dell’Impero Austro Ungarico, dall’altro segnò la fine dell’unità tirolese (di conseguenza un Tirolo per così dire “azzoppato”) con il passaggio definitivo del nostro territorio all’Italia; proprio lì, dove un evento storico provoca normalmente reazioni contrapposte, ragazze e ragazzi sudtirolesi si misero in posa e scattarono la consueta foto di gruppo. Giovani ladini, tedeschi e italiani, eterni »separati in casa«, a Sarajevo si sentivano accomunati dal senso di appartenenza europea, che dovrebbe permeare il Sudtirolo ma che sorprendentemente si percepisce di più nella martoriata capitale bosniaca. Ecco la lezione che dobbiamo trarre dall’autentica esperienza d’Europa vissuta a Sarajevo, nel segno del “viaggiatore leggero” Alexander Langer che tanto si spese per fermare l’atroce conflitto jugoslavo: solo valorizzando il proprio substrato plurilingue in un contesto di sempre maggiore integrazione europea, i giovani potranno dare finalmente nuove prospettive ad un “Heimatgefühl” comune, superare il paradigma etnico e avvicinarsi con gradualità a quel “Gesamtsüdtirol” indiviso teorizzato da Alex Langer.» All’assemblea provinciale/Landesversammlung dei Verdi-Grüne-Vërc, 31.08.2008

Da Schülervertreter a candidato nei Verdi. Curriculum vitae.

Valentino Liberto, studente e blogger di 19 anni, nato a Brixen-Bressanone-Persenon e residente a Bolzano-Bozen-Bulsan. Dal 2006 è impegnato come Vicepresidente della Consulta provinciale degli studenti per la scuola in lingua italiana e componente del Consiglio scolastico provinciale (unico rappresentante degli studenti italiani).

È cofondatore della rete di blog „Brennerbasisdemokratie“ per un “altro Sudtirolo” postetnico, plurilingue e indipendente (i più conosciuti e all’avanguardia della blogosfera sudtirolese) nonché della piattaforma web „Plurilinguismo-Mehrsprachigkeit-Plurilinguism“, un laboratorio linguistico per l’Alto Adige. Osservatore della realtà socio-culturale locale, è sensibile alle problematiche relative alla montagna, al tema della riunificazione ladina (vedi) e dell’integrazione europea. Si batte per il superamento dello status quo in Alto Adige/Südtirol, affinché la percezione del territorio, dell’identità e della storia locale si orienti gradualmente — soprattutto tra i giovani — verso quel „Gesamtsüdtirol” indiviso che fu tanto caro ad Alexander Langer. Nell’aprile 2007 prende parte al viaggio-studio a Sarajevo delle Consulte provinciali degli studenti (vedi), assieme a Nadia Degasperi. Ha sostenuto nelle scuole un lungo percorso di educazione alla legalità, attraverso la partecipazione ad attività promosse dalla rete „Libera – associazioni, nomi e numeri contro le mafie“ (vedi). Inoltre, ha curato una serie di conferenze sulla Costituzione rivolte ai giovani (vedi) mentre con un gruppo di coetanei ladini, mistilingui e migranti ha vinto il terzo premio nel concorso sui 60 anni dell’Accordo di Parigi Degasperi-Gruber, indetto dall’amministrazione provinciale (vedi).

Dopo l’esperienza maturata a fianco di Silvano Bassetti alle primarie del PD/DP nella lista „Bolzano Democratica-Demokraten für Bozen“, nel 2008 approda al movimento dei Verdi-Grüne-Vërc (alleati da un anno con le BürgerListeCiviche), per i quali si candida alle elezioni provinciali d’autunno/Landtagswahlen. Ottiene 123 preferenze.

Geboren am 2. Oktober 1989 in Brixen-Bressanone-Persenon, wohnhaft in Bozen-Bolzano-Bulsan, wo er die Geometeroberschule besuchte. Seit 2006 als Mitglied des Landesschulrates (einziger Vertreter der italienischsprachigen Schüler) und stellvertretender Vorsitzender des Landesbeirates der SchülerInnen für die italienische Schule beschäftigt. Mitbegründer des „Brennerbasisdemokratie“-Netzwerkes — Denkfabrik für ein anderes, postethnisches und unabhängiges Südtirol — und der Webplattform „Mehrsprachigkeit-Plurilinguismo-Plurilinguism“, ein Sprachlabor für Südtirol. Beobachter der gesellschaftlichen und kulturellen Realität unseres Landes, interessiert er sich zudem für die Bergwelt, die ladinische Wiedervereinigung und die europäische Integration. Valentino Liberto steht ganz im Sinne Alexander Langers für ein „Gesamtsüdtirol“ ein und kandidiert bei den Grünen um sich für die Mitbestimmung der Jugend und für ein neues, basisdemokratisches Südtirol zu engagieren.

Vizepresidënt dla Consulta Provinziala di Studënc per la scola de lingaz talian y mëmber dl Cunsëi Provinzial dla Scola. Cufundadëur dla „Brennerbasisdemokratie“ (fabrich dl ponsament por n „auter Sudtirol“ plurilingh, postetnich y lëde) y dla plataforma web „Plurilinguism-Mehrsprachigkeit-Plurilinguismo“, n laborator linguistich por Sudtirol.

Perché Valentin[o]?

Sono stato battezzato Valentino, tutti mi chiamano Valentino, mi definisco e firmo Valentino, nome di cui vado assolutamente fiero. Also, warum »Valentin[o]«?“Valentin[o]” è un nickname al quale tengo molto perché usato sin dal primo sbarco sul web, da Bassetti (vedi). Comparso sulla scena pubblica sudtirolese nel 2005, questo nick non ha un significato ben preciso. Il termine “Valentin” – come nome proprio di persona, toponimo e persino cognome ladino - è molto diffuso nell’area [sud]tirolese e bavarese per via dell’omonimo santo »von Rätien«, Wandermissionar defunto a Merano, festeggiato ogni anno il 7 di gennaio. Neanche a farlo apposta, ho unito il nome del martire latino più celebre al mondo, Valentino da Terni, con uno locale pressoché sconosciuto in Italia, ma molto presente nella tradizione [od]onomastica tedesca. Uno pseudonimo “ponte” tra due identità culturali ben definite. Causa le parentesi quadre, qualcuno confonde tale scelta con il tentativo di mascherare la propria mezza “italianità”… beh, se avessi voluto rinnegare le mie radici, avrei tolto la ‘o’ ottenendo “Valentin”.

5 Responses to “Valentin[o]”

  1. Ciao! Ho letto un po’ quello che dici per curiosità, condivido molto e spero tu possa raggiungere un buon risultato.
    Io mi sono candidato in consiglio comunale a vicenza x il PD in primavera ed ho ottenuto un risultato soddisfacente (88 voti, ma c’è la preferenza unica ed è un sistema elettorale diverso), sostengo sempre con piacere i giovani che si candidano in altri territori e dei quali condivido alcune idee, per questo proverò a convincere un mio compagno d’università di merano a votarti!
    ciao
    enrico peroni

  2. ciao Valenti(o)… ma studi ancora? mi è arrivata l’e mail della tua candidatura coi verdi. Sappi che non ti voterò mai e cmq potevi trovarti un nickname più bello.
    Se hai voglia rispondimi giovane candidato….. ciaooooooooo!!!!!!!!!!!!!


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