
Le prove del fallimento di un’agorà virtuale alla quale, con manifesto interesse, ho preso parte durante „i migliori anni“ dell’impegno sudtirolese, si sono palesate nel corso di una sola notte. Fraintendimenti, incomprensione “linguistica” o difficoltà di comunicazione? Una riflessione a mente fredda.
Lo scorso giugno, a Bressanone, organizzammo con l’associazione culturale „heimat“ una serata di lettura – dal titolo „Sudtirolo 2.0“ – sulle opportunità di discussione offerte dai blog e social network. In quell’occasione emerse con eloquenza la posizione irremovibile del fondatore di Brennerbasisdemokratie (BBD, think tank per una sovranità sudtirolese post-etnica, plurilingue ed europea) secondo cui il lavoro “elitario“ e la natura stessa della piattaforma virtuale (una forma originale e „diversa“ per diffondere idee innovative o persino utopiche) non portasse necessariamente a uno „sfondamento“ reale nella società civile, mettendosi in gioco nell’agone politico e mediatico, così come avvenuto altrove. Feci notare allora che la discussione su BBD, nel corso degli anni, s’era cristallizzata (per non dire incancrenita) attorno agli stessi argomenti, senza che i (pochi) partecipanti mutassero considerevolmente le proprie certezze precedenti, né tanto meno abbracciassero opinioni e sensibilità altrui. In assenza di mediazione ponderata tra idee diverse, si usciva dal dibattito online (ancora più) convinti dei medesimi argomenti „d’ingresso“. La „spinta ideale“ degli inizi era così andata a dissiparsi, nella insistente litania sull’esistente. Insomma, l’élite di BBD non volava alto e anzi rinunciava a un mutamento strutturale „corale“, a più voci.
Allora mi si rispose che, da parte di BBD, non c’era alcuna pretesa di sostituirsi ai media tradizionali: l’intento laboratoriale era quello di influenzare l’esterno, le forze politiche, gli opinion maker. Punto. Oggi, però, mi tocca fare notare altri deficit pesanti, che impediscono possa accadere questo senza che si scivoli immediatamente sul piano dell’inesauribile conflitto latente tra gruppi linguistici. Nonostante un aumento di visite, i commentatori di BBD si sono ridotti non tanto numericamente quanto qualitativamente: il tipo ideale (più presente e attivo) è una persona anonima di sesso maschile, che si esprime in lingua tedesca con un’ottica prettamente sudtirolese „tedesca“, quasi sempre non-bolzanina e tacitamente vicina (non troppo lontana d)ai gruppi liberal-nazionali d’opposizione alla SVP. Dati alla mano, espressione di una minoranza non rappresentativa (nel senso proporzionale del termine) dei rapporti di forza tra gruppi linguistici (e persino tra generi, centro-periferia, SVP-opposizioni) in Sudtirolo. I sporadici interventi in italiano sono del fondatore e di qualche osservatore perlopiù non-sudtirolese di nascita o residenza (mi sento di escludere dalla rosa Fabio Rigali, cappello piumato di Gargazon, dalla tendenza oggettiva a farsi assimilare e che coltiva pregiudizi sugli italiani pari, se non superiori, ad alcuni concittadini).
Lungi dal voler applicare gli stessi canoni di giudizio che da sempre caratterizzano il dibattito pubblico sudtirolese, è chiaro che per autodefinizione gli attori coinvolti esprimono un punto di vista parziale e non sufficiente ad articolare linguisticamente e culturalmente la discussione. Verrò sicuramente tacciato di stereotipizzare e discriminare per gruppo. Eppure, BBD ha sempre cercato di non rincorrere la „retorica della convivenza“ secondo cui siamo tutti indistintamente uguali e non sussista alcun muro, pregiudizio e diffidenza reciproca che tenga separati tedeschi, italiani e ladini. Questo non è vero. E tutto ciò che di più „progressista“ (ovvero che punti a un progresso reale, plurilingue e aperto, dell’identità sudtirolese) si sviluppi ai giorni nostri in Sudtirolo, si guarda bene dall’intervenire su BBD (Thomas Benedikter, nonostante indubbie capacità intellettuali, è ben lontano dallo scardinare tout court certi pregiudizi sull’Italia).
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Torniamo a noi. Stanotte sono stato oggetto di un attacco incrociato per aver definito (sul blog e in privato, tramite social network) tutt’altro che hoch niveau il seguente commento di Wolfgang Niederhofer, frutto di atavici automatismi e riflessi condizionati:
Mich stört in keiner Weise, dass Südtirol nur ein kleines Südtirol ist. Mich stört in erster Linie, dass die Zukunft Südtirols von einer Nation dirigiert und bestimmt wird, die wir uns nie ausgesucht haben. Wenn den SüdtirolerInnen die Möglichkeit gewährt wird, diesen Fremdeinfluss abzuschütteln, wird unser kleines Land seinen Weg finden und dies zum Wohle aller in Südtirol lebenden Menschen.
Die Zukunft Südtirols wird von einer Nation dirigiert und bestimmt, die wir uns nie ausgesucht haben: frase inquietante e sintomatica. Fremdeinfluss: influenza straniera, lapsus freudiano di un passato che non passa. Bello, no? Se non avessi commentato, tutto sarebbe proceduto con sonore pacche sulle spalle e gongolanti approvazioni. Ma mi sono permesso di criticare sonoramente. Mi si è detto che uso „trucchetti“ e sono in mala fede. Nella sua reazione, Wolfgang ha aggiunto (riconoscendo l’uso infelice del wir):
Wenn man einerseits sehr sensibel auf ein unglückliches “wir” reagiert, dann bitte auch in anderen Zusammenhängen. Aber dies verbietet wohl der Verfassungspatriotismus.
L’accusa di patriottismo costituzionale e più in generale il clima ostile allo Stato italiano si fanno interpreti della peggiore retorica anti-sistema e anti-statale di certo terrorismo passato. Eppure, una simpatica sfilza di successivi commenti s’è pulita il deretano dei principi costituzionali, bollandoli come superati e ininfluenti. E poi giù con le solite accuse d’intervenire a gamba tesa sul blog, che qualora lo si consideri „di basso profilo“ ci si può accomodare altrove and so on. Sul tenore della discussione, i commenti parlano da soli.
E pensare che, da quasi un anno a questa parte, un mio articolatissimo intervento (oserei dire una meditazione, forse la più lunga di BBD) giace ancora senza risposta alcuna da parte del diretto interessato, lo stesso Wolfgang. Della serie: o ci sei o ci fai.
Questi i commenti del sottoscritto definiti “privi di fondamento”:
1. Mich stört in keiner Weise, dass Südtirol nur ein kleines Südtirol ist.
Questo invece deve disturbarti, eccome, per coerenza con quanto scrivi. O forse devo pensare che non ti disturbi affatto che i partiti sudtirolesi siano kleinkariert su tutta la linea (politiche culturali soprattutto, ma anche sociali, ambientali e persino economiche) per ragioni squisitamente interne? Competenze particolari sulla Selbstbestimmung non misurano certo lo spessore politico degli autoctoni.
Mich stört in erster Linie, dass die Zukunft Südtirols von einer Nation dirigiert und bestimmt wird, die wir uns nie ausgesucht haben.
A parte che il futuro di questa terra, riguardo i temi da me elencati, non è “eterodiretto” come arrivi a sostenere, cosa significa che “WIR” (NOI chi? Sudtirolesi del 1918 o 1945?) non abbiamo “scelto” questa nazione? Mettiamo caso che un cittadino sudtirolese di qualsivoglia gruppo linguistico si trovi bene entro questi confini (immagino che agli italiani “altoatesini” non serva neppure chiederlo…), al tuo “noi tutti” si opporrebbe almeno “uno di noi”. O forse quel “noi” sottintende genericamente i sudtirolesi di lingua tedesca? Un “noi” inquietante, sia per il vago sapore da dittatura dell’opinione maggioritaria, sia per gli effetti che “la regola del noi” produrrebbe sugli equilibri numerici tra gruppi linguistici.
Wenn den SüdtirolerInnen die Möglichkeit gewährt wird, diesen Fremdeinfluss abzuschütteln, wird unser kleines Land seinen Weg finden und dies zum Wohle aller in Südtirol lebenden Menschen.
Ah, beh. Allora, quando quel “noi” sudtirolese (mi ricorda tanto la “volontà generale” di Rousseau, che ha sempre ragione e si insedia in ognuno di noi) avrà condotto il suo popolo alla terra promessa, ne beneficeranno tutti i suoi figli. Oppositori compresi.
2. Se permetti, parlare di “wir” riguardo ai “noi sudtirolesi”, quando sappiamo benissimo (e lo sostieni pure tu) che in Sudtirolo permangono e forse permarranno per sempre (come in ogni luogo sulla terra) una miriade di “wir” identitari, è frutto della presunzione di riunire sotto la medesima bandiera dello scontento “ein großer Teil der SüdtirolerInnen” – di lingua tedesca, cosa che NiWo non dice ma neppure nega.
Du drückst also allen italienischsprachigen SüdtirolerInnen ein “wir” auf, ohne natürlich im Konkreten ihre Meinung zu kennen.
Ti faccio notare che se tu facessi un comizio in Piazza Matteotti a Bolzano, non riusciresti ad aizzare folle esultanti per l’indipendenza del Sudtirolo. E – come entrambi crediamo, spero – l’autodeterminazione “a furor di popolo” (ergo: populista) non sarebbe un fatto auspicabile né dall’una né dall’altra parte. A meno che – come a volte intravedo da certi commenti – non trionfi il principio della retta e giusta “volontà generale” maggioritaria, come tipica forzatura democratica. Per ora, numeri alla mano, una soluzione di democrazia diretta (“ein großer Teil der SüdtirolerInnen”, no?) sarebbe espressione autoreferenziale di parte dei sudtirolesi di lingua tedesca.
Während ihr (val & gadilu) aufgrund dieses “wir” dem BBD Blog wieder mal auf recht durchsichtige Art und Weise die prinzipiell sprachgruppenunabhängige Grundidee absprechen möchtet, kommt niemand von euch auf die Idee, dass sämtlichen SüdtirolerInnen, die mit der Zugehörigkeit Südtirols zu Italien ein Problem haben, aufgrund verschiedenster nationalstaatlicher Selbstverständlichkeiten, beinahe tagtäglich ein nationalstaatliches “Wir” aufgedrückt wird mit dem sie nichts anfangen können. Wenn man einerseits sehr sensibel auf ein unglückliches “wir” reagiert, dann bitte auch in anderen Zusammenhängen. Aber dies verbietet wohl der Verfassungspatriotismus.
Non sono tra quelli che difendevano il “disagio degli italiani” e ho sempre diffidato dalle litanie e dal malcontento riguardo alla quotidianità del modello autonomista – esclusa, ovviamente, la separazione linguistica e culturale “interna” perpetrata dal sistema stesso (ma con la cultura, si sa, non si mangia). Ho sempre difeso, sia tra gli italiani disagiati che tra i tedeschi col mal di pancia, il livello di benessere raggiunto con l’autonomia, sebbene denunciassi (soprattutto sul piano della rappresentazione conflittuale) una convivenza imperfetta. Imperfezioni risolvibili, forse anche mediante un processo di “nation-building” post-nazionale e post-etnico. Un progetto inclusivo di superamento dell’autonomia. ABER: per fare ciò occorre PRIMA disinnescare una miriade di pregiudizi, traumi e paure, miti ed esclusivismi identitari. E in questo senso, il mio sguardo critico è assolutamente e incontestabilmente sprachübergreifend.
Il “patriottismo costituzionale” di cui mi accusi (curioso sentire connotare negativamente tale termine: eppure quella Costituzione così nefasta è la stessa che garantisce formalmente l’autonomia di cui godiamo tutti) non ha nulla di nazionalista né impone alcun “wir” a chicchessia. Dovresti leggere meglio le fonti che pensi di conoscere così bene.
Perciò il tuo “wir” è infelice. La prossima volta starai più attento.
3. Vorrei vedere in faccia i 10 simpatici amici che, per spirito di tifoseria, mettono – con minuziosa puntualità – il pollice verso a ogni commento che non si confà alle loro amplissime vedute e competenze. Ringrazio pérvasion di aver introdotto questo importante (e soprattutto: obiettivo) strumento di opinione.
Geschrieben von Val. | 7. Januar 2012, 15:57Gib uns Drama, Botschafter des Knödels! Schreibt der Onkel di Luca dann auch noch eine Analyse der Ereignisse?
Geschrieben von PV | 7. Januar 2012, 20:18Mio zio si chiama Alfons Sanoll, non “di Luca”.
Geschrieben von Val. | 7. Januar 2012, 20:30Wie Du sicher weist habe ich eine Zeit lang auf BBD geschrieben. Vom Prinzip her finde ich BBD eigentlich eine recht interessante Seite. Die Ziele dieses Blogs, so nobel sie auch sein mögen, kann ich aber leider nicht teilen, weil ich sie an sich für naiv halte. Weil ich am Ende mehrere Stunden warten mußte daß meine Kommentare durchkommen, habe ich das Schreiben aufgegeben. Meiner Ansicht hat dieser Blog mehrere Probleme. Ich kann sie auch hier nennen weil ich sie auch auf BBD beschrieben habe.
Erstens wird der Blog von einigen Personen beherrscht die Du bereits oben beschrieben hast. Zusätzlich schreiben auf dem Blog noch ein paar weitere Poster, die mit den Zielen des Blogs wohl wenig zu tun haben und in der deutschen Rechtsopposition nahestehenden Blogs/Forums weit besser aufgehoben wären.
Zweitens kritisiere ich die Bewertungsfunktion. Sofern ein Beitrag oft genug negativ bewertet wird verschwindet er fast aus dem Thread und muß um gelesen zu werden gesondert angeklickt werden. Nicht nur ich und Du sondern auch andere Kommentatoren haben die Bewertungsfunktion bereits kritisiert.
Drittens bemängle ich die Ausrichtung des Blogs zu einzelnen Sachthemen. Die Prinzipien des Blogs (FAQ) bilden noble Wünsche und Ziele. Sehe ich mir die Haltung des Blogs zu einzelnen Sachthemen(Toponomastik, Denkmäler, von mir aus auch dem raduno, ecc.) an, so erkenne ich daß sie mit der Haltung der deutschen Oppositionsparteien fast deckungsgleich ist. Wohlgemerkt, ich sage nicht daß BBD und bsw. die STF/Freiheitlichen ein und dasselbe sind, ich sage aber daß sie zu den meisten Sachthemen die gleiche oder ähnliche Position einnehmen.
Das führt meiner Ansicht nach zu mehreren Problemen. Es macht den Blog für die Anhänger obiger Oppositionsparteien besonders attraktiv und vergrault gleichzeitig Italienische Muttersprachler und Schreiber sowie liberale deutschsprachige Südtiroler. Zu den Letzteren zähle ich mich. Am Ende führt das zu einem “sbilanciamento” und zu einer Unausgewogenheit zwischen einzelnen Meinungen und Ideen. Es kann wohl kaum das Ziel sein daß sich am Ende ein paar Poster gegenseitig auf die Schulter klopfen.
Bei der Schaffung des Wir tretet man de facto weiter auf der Stelle. Das kann es nicht gratis und zu den Bedingungen einer Seite geben. Das ist wenn überhaupt ein sehr langer und sehr schmerzhafter Prozess bei dem sich alle Seiten bewegen müssen. Man ist sich aber selbst im Weg wenn man glaubt man müsse sich bei einzelnen Themen nicht bewegen.
Das hier habe ich ähnlich auch auf BBD geschrieben.
MfG
Geschrieben von Martin G. | 7. Januar 2012, 21:33was der martin schreibt kann ich als bis jetzt schweigender leser der BBD nachvollziehen. sind leute wie hunter, pv und anonym eigenstendige schreiber? zählen die zum konservativen flügel der bbd? wer ist bbd eigentlich? es wird ja oft von „wir“, „die BBD meint…“ gesprochen
Geschrieben von leser | 7. Januar 2012, 22:38Teile deine Analysen uneingeschränkt.
Martin, du warst doch eine dieser wenigen vernünftigen Stimmen auf südtirolnews.
Geschrieben von mitleser | 7. Januar 2012, 23:24@ PV, Si’, a breve scrivero’ una mia personale analisi dei fatti. E poi te la inviero’ con uno sputo viaggiatore. Stay tuned.
Geschrieben von gadilu | 8. Januar 2012, 0:29Anzi, a guardar bene non c’e’ neppure bisogno di scrivere nulla di nuovo. Basta andarsi a rileggere le vecchie cose:
http://sentierinterrotti.wordpress.com/2010/04/05/cera-una-volta-bbd/
Geschrieben von gadilu | 8. Januar 2012, 1:25Su BBD ho appena postato il seguente commento:
Caro pérvasion, proviamo a fare un riassunto della questione, in modo che possa essere condiviso, nel suo impianto, da delle persone ragionevoli quali siamo.
L’ultimo post su BBD mi vede comparire in risposta ad un commento di niwo che a parer mio era sintomatico di una tendenza di pensiero, anche latente, che aveva permeato gran parte degli interventi (e soprattutto dei commenti) sulla stessa piattaforma. Vorrei sottolineare che la tendenza è stata da me riscontrata soprattutto nei commentatori dello stesso blog (fermo restando che io non sono più assiduo lettore come un tempo, e forse anche per quanto detto e dirò), e in maniera tutt’al più accondiscendente o neutra nei tuoi interventi, che dunque paiono abbastanza equilibrati.
Quindi, in reazione al mio commento (ed anche a quelli di Gabriele), si è innescata una spirale (in quanto spirale, degenerativa) fino al punto in cui tu non sei intervenuto dando a me e a Gabriele delle persone in malafede, mosse da una sorta di intrinseca cattiveria, dalla volontà negativa di assalire, attaccare, demolire BBD.
Mi preme cercare di spiegarti (o meglio esporti ciò che già sai e che già avrai provato tu stesso in varie occasioni) come, qualora si abbiano sentori, forti intuizioni su tendenze, dinamiche in corso (e soprattutto su qualcosa che si conosce, e che in parte si è contribuito a crescere, come è BBD per me – e immagino per Gabriele), si sia portati ad aver maggiore sensibilità in merito e dunque all’impulso emotivo (nonché il dovere razionale) di fare chiarezza. Tutto ciò è stato definito malafede, pregiudizio, quando in realtà abbiamo fatto notare un errore non marginale rispetto allo stesso impianto di BBD che, essendo progetto ideale prima che politico, non contempla applausi a nessun tipo di incoerenza (sempre che, chi vi commenta, aderisca a tale manifesto ideale, e non sfori ciò che tu stesso hai concepito).
Io stesso avevo espresso critiche anche all’impianto generale di BBD, per cui pur conoscendo bene il suo “manifesto”, me ne discosto soprattutto nei mezzi per raggiungere lo stesso modello di società (quindi l’autodeterminazione data questa società e la creazione, soprattutto, di un nuovo Stato), ma mi pare di pormi rispetto allo stesso progetto del blog in maniera comunque coerente e sempre rispettosa. Ovvio che questo mio approccio sia valido per il progetto, per i commenti e i post che mi paiono congruenti allo stesso ed è altrettanto ovvio di come non sia eticamente tenuto a pormi in maniera cortese o rispettosa – irrispettoso sempre nei limiti, ovvio – nei confronti di coloro che mi paiono non aver ancora chiare le conseguenze dell’introduzione del modello sociale di BBD sulle loro stesse teste (ad esempio, Schuetzen e strenua difesa della Muttersprache in una società plurilingue sarebbero pienamente anacronistici) né gli stessi fondamenti volti all’inclusione più larga possibile del tuo progetto (o che perlomeno mi paiono ferirlo).
Per cui, come detto, trovo disseminate (seminate) varie posizioni incoerenti rispetto al progetto e le segnalo. Questa è la mia interpretazione. Concludendo, dalla lettura di BBD, trasuda un dare per scontato, in quanto figli viziati dell’autonomia, l’autodeterminazione come un piccolo giochetto. Sbaglio oppure intrinsecamente al progetto BBD, sottinteso, era richiesta una predisposizione degli stessi sudtirolesi a voler far parte di una società diversa rispetto a quella attuale? O forse si è nel frattempo trasformata in una pura architettura costituzionale, non prevedendo che una sterile (e dunque inutile “cambiar tutto per non cambiar nulla”) soluzione separatista? Il manifesto di BBD non considera più importanti gli sforzi e la fatica nell”‘arrivare”, o si affida piuttosto ad una cieca adesione all’arrivare, lasciandosi addietro anche ciò che (a mio parere, come già espresso) è imprescindibile allo stesso arrivo? Il fare tutti un passo indietro, per potersi venire incontro, sacrificare all’altare della convivenza i vari miti, pregiudizi storici, che sono stati sinora sulle nostre spalle (Langer) non mi pare sia contemplato dai nuovi commentatori. Nessuna critica al progetto (semmai dispiacere per la sua evoluzione che trascura, ha perso tutti gli elementi sopra detti), nessuna personale a te – e neppure ai commentatori, in realtà: le ironie su facebook sono da leggersi alla luce di tutto il discorso fatto (questa tendenza a semplificare il passaggio dall’autonomia all’indipendenza dall’Italia provoca in me una bonaria disapprovazione, scherzosa).
Spero che nella tua annunciata risposta, possa dirmi quanto realmente la mia ricostruzione sia poco oggettiva (o perlomeno comprensibile).
Geschrieben von Val. | 8. Januar 2012, 23:53Botschafter des Knödels? Wohl eher Botschafter der beleidigten Leberwürste
Zusammen mit “Onkel di Luca”, dessen Blog ja nach eigenen Aussagen geschlossen werden sollte und so schön erfolglos ist. Frustrierte Neider des Erfolgs von BBD eben, mehr nicht.
Geschrieben von Nochn Mitleser | 9. Januar 2012, 8:44È proprio questa la differenza tra persone come te e il sottoscritto, anonimo stronzo.
A me del successo di un blog, mio o altrui, non importa una beata cippa. Non me né frega un cazzo del (in)successo.
Infatti, se tu sapessi leggere, vedresti bene che nel qui presente post (e nel commento di ieri sera) giudico la sostanza, non la quantità. Il mio blog è personale, non un progetto di riforma per il Sudtirolo.
Geschrieben von Val. | 9. Januar 2012, 12:07Weshalb so emotional und beleidigend? Hoffe doch nicht etwa einen wunden Punkt getroffen zu haben?
paßt schon.
Wenn dich sowenig kümmert [nicht mal dein eigener Blog] weshalb kümmert dich dann überhaupt BBD?
Und dein Blog ein rein persönlicher Blog? “eco.sozial.network.”? Dachte zu einem “network” gehören mindestens 2 Leute
Geschrieben von Nochn Mitleser | 9. Januar 2012, 13:35No, bellino. Tu sei stronzo, caro codardo anonimo, e siccome su BBD non te lo dirà mai nessuno (pena l’essere cacciati o finire nel “cestino”), qui si applica la netiquette che voglio io, senza ipocrisia alcuna. In questo senso, eco-sozial-network: ecologia della parola verso soggetti socialmente disturbati come te.
Geschrieben von Val. | 9. Januar 2012, 14:07Wie misst man Erfolg? Ich messe den Erfolg auch an der Zahl der Publikationen in den Medien, und da hat der junge Val weit mehr aufzuweisen als seine anonymen Kritiker.
Geschrieben von Mitleser | 9. Januar 2012, 16:17Was ist Erfolg?
Die Anzahl der publizierten Texte, die Wirkung auf die Öffentlichkeit oder die Anzahl der Klicks?
Die Anzahl der Klicks lässt sich leicht steigern. Man braucht nur genügend “Patrioten”. Das sind dann die Gleichen die für die Bewertung sorgen. Die Bewertungsfunktion und die Wirkung auf den Blog und auf die einzelnen Beiträge war einer der Gründe wieso ich dort nichts mehr schreibe. Über diese Mitleser mache ich mir keine Illusionen, über deren eigentlichen Ziele noch viel weniger. ;(
Geschrieben von Martin G. | 9. Januar 2012, 16:28@ nochnmitleser:
“Dummheit und Stolz wachsen auf einem Holz” sagt ein altes Sprichwort.
@ Val
Deinen letzten Eintrag auf bbd finde ich sehr gut. Vielleicht kam es nur mir so vor, aber die vorherigen Beiträge erschienen mir etwas “heftiger” oder “ostentativer” als sonst üblich. Das, und dass ich dies so verstanden habe liegt wahrscheinlich an einer gewissen Eigendynamik, die den Diskussionen im Web 2.0 eigen ist und Missverständnissen Tür und Tor öffnet. Ersetzt halt doch nicht ein persönliches Gespräch von Angesicht zu Angesicht.
Geschrieben von Beppi | 9. Januar 2012, 19:35Leggo ora. In effetti la mia e’ tutta invidia. Attualmente il mio blog registra all’incirca 300 visite al giorno. Ma pensate che bello se ne avessi almeno 4000. Allora si’ che sarei contento. (Siccome temo che non si capisca l’ironia: in base ai dati pubblicato da S.C. mi tocca evincere che il mio blog rimane perfino piu’ visitato del suo. Insomma, io ce la metto tutta, ma a provare invidia come cazzo devo fare?).
A proposito del cestino, invece, m’e’ venuto in mente questo: anche i nazisti chiamavano i campi di sterminio “campi di concentramento” (o anche “di lavoro”). Su BBD si chiama una pattumiera “container” o “Kommentarfriedhof”. Un motivo ci sara’.
Ma a parte gli scherzi: anche solo il pensiero che in un ipotetico Sudtirolo Libero, la classe dirigente assomigli vagamente a questi aborti di luna (non riuscivo a dire chiari…) e ai loro squallidi fiancheggiatori, beh, dovrebbe dissuadere chiunque dall’augurarselo anche per scherzo.
Geschrieben von gadilu | 9. Januar 2012, 21:38Das Bewertungssystem ist eine Farce, Mehrfachbewertungen sind problemlos möglich.
Geschrieben von Mitleser | 10. Januar 2012, 9:48Nota ai lettori: per rendere meglio leggibile la ‘discussione’ (nello specifico, in questa precisa sede non ho alcuna pretesa di aprire una discussione), ho disattivato la funzione di replica “nidificata” a ogni singolo commento.
Geschrieben von Val. | 10. Januar 2012, 21:09