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zumwohl!
Pisa

Il Borzacchini a Pisa (on the road).

Lungarno.

(Vi scrivo seduto sulla scalinata in marmo all’ombra del Palazzo Alla Giornata, sede del rettorato dell’Università: difronte a me, i palazzi pisani, il tipico tramonto sul Lungarno, prime rondini, traffico del sabato sera, adolescenti in t-shirt, il saluto d’uno sconosciuto in motorino… Connessione gratuita on the road. Val)

Mentre poc’anzi sfogliavo i quotidiani odierni nel cortile interno della Feltrinelli di Pisa (e il profumo di glicine m’andava lentamente alla testa), ascoltavo il divertente parlottare in vernacolo livornese di due signori sulla settantina, seduti a fianco a me. L’amico Leonardo m’ha poi presentato uno dei due, definito il maestro del parlare toscano e vieppiù labronico:  Giorgio Marchetti, in arte il Borzacchini, autore della più gettonata collana di dizionari sulla parlata di Livorno (segue biografia a piè pagina). Dal 1986 fino al 2002 è stato collaboratore permanente de «il Vernacoliere», periodico satirico livornese, con la firma di Ettore Borzacchini. E un articolo in particolare – nel quale attaccò la pratica sinistrorsa dei cd. “girotondi” – gli valse la cacciata dal mensile.

Giorgio Marchetti, di genealogia complessa, è nato nel 1943 da genitori livornesi con un quarto di sangue napoletano da parte della nonna paterna. Esercita la libera professione di architetto a Lucca nel campo dell’urbanistica e dei beni culturali nonché come critico d’arte e contemporaneamente coltiva il naturale talento di umorista collaborando – vuoi con scritti, vuoi con vignette – a quotidiani, ebdomadari e periodici e partecipando a compagnonaggi di amici e gaglioffi di varia estrazione. Ha fondato, insieme ad amici livornesi (Alberto Fremura, Marcello Sardelli, Stefano Caprina, Federico Sardelli) «Il Sodalizio Muschiato», accòlita di spiriti ameni che si propone, con iniziative originali, la cultura e la diffusione del Volontariato della Satira.

Attualmente collabora con il quotidiano «Il Tirreno». Ha pubblicato: Il bulanchio e altre stranezze (Punto Gamma, Lucca, 1978); Il grande Milvio. Cronache del secondo liceo classico d’Italia(introduzione di Francesca Duranti) (Akademos, Lucca, 1991); The mechanics of the mind (Espansione, Roma, 1993); La metamorfosi del bignè. Flusso di umori estivi in forma di diario con l’intrusíone di sei racconti veramente edificanti (Akademos, Lucca, 1995); Il Borzacchini Universale. Dizionario ragionato di lingua volgare anzi volgarissima d’uso del popolo (Ponte alle Grazie, Milano, 1996); Il Nuovissimo Galateo del Borzacchini. Ameni e pratici consigli per l’aspirante gentiluomo: perché non abbia a fare troppo schifo e possa utilmente collocare se stesso nel consorzio cosiddetto civile di fine millennio (ivi); La macchina estetica. Il percorso operativo nella costruzione dell’atteggiamento estetico (FrancoAngeli, Milano, 1997); I temi di Pierin Lucchese (Maria Pacini Fazzi, Lucca, 1998); Ultimissime aggiunte al Borzacchini Universale (ivi, 1999); Fra ombre e autoritratti. Il critico presenta se stesso (con Danila Bertasio) (Milano, FrancoAngeli, 2000); Il Terzo Borzacchini Universale (ivi, Ponte alle Grazie, 2003); La villeggiatura del Borzacchini. Contro il rischio della globalizzazione delle vacanze (ivi, 2005); Il Quarto Borzacchini Universale. Tanti nuovi, originali lemmi del dizionario maccheronico del terzo millennio (ivi, 2006).

Di Marchetti ha scritto il grande lessicografo e linguista italiano, Giancarlo Oli, riguardo al primo volume: «L’opera già nel titolo arieggia ambiziosamente secolari tradizioni e moderne imprese di grossi istituti e faraoniche fondazioni: a testimoniare, più che l’esaustività dell’assunto, l’altisonante messaggio che il “parlare toscano e vieppiù labronico” è ancora capace di trasmettere. Cosa che del resto traspare a ogni piè sospinto nella lettura del volume, nel quale ogni lemma esemplifica termini e significati sulla falsariga di una filologia comicamente artificiosa e goliardica, mentre pornografia e coprolalia si aprono una strada di singolare e duratura scuola verso la satira e la giocosità». Da quando l’Accademia della Crusca lo ha inserito nelle Accessioni di interesse lessicografico della propria Biblioteca e l’Associazione degli Studiosi Americani d’Italianistica ne coltiva le opere, si è montato la testa e non ci si ragiona più.

Diskussionen

2 Antworten zu “Il Borzacchini a Pisa (on the road).”

  1. mmm che bell`aneddoto

    Geschrieben von Lorenzo | 10. April 2010, 22:41
  2. sehr gut, molto simpatico! scrivi veramente bene il pisano, ma ancora sei inserito nella unipisa? sylvia

    Geschrieben von sylvia | 8. Februar 2012, 16:16

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// über Val / Su di me / About Val.

21jähriger aus Bozen (*1989 in Brixen), lebt bei Massa u. Carrara in der Toskana, wo er Politik an der Universität Pisa studiert - als Botschafter unseres bio-kulinarisches Unikums: des Knödels. Südtiroler Buttersprache. Blogger und ehem. Schülervertrer, engagiert er sich seit 2008 bei den Grünen-Verdi-Vërc.

Ventunenne [sempre]verde ancora sudtirolese, trapiantato a Massa e studioso per diletto del pensiero di Alexander Langer. Ambasciatore del canederlo, già disperso sulla Landkarte delle Alpi (Apuane?).

[Ever]green from Bolzano, capital city of South Tyrol, lives in northern Tuscany near Versilia. Politics student at University of Pisa, cooks Knödel (mitteleuropean speciality).

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