Natale ormai è passato. Ho deciso di regalarmi per l’occasione la riapertura del blog; non sopportavo più di vederlo offline. Alle spalle ho un 2009 ricco di esperienze ed emozioni. Troppe, per non trovare riscontro in una vetrina virtuale a me tanto cara come “Blaun”. Sul nome scelto (“Abetone-Brennero”) per battezzare il mio “ritorno”, tornerò più approfonditamente nei prossimi giorni. Val.
Natale immerso nella lettura: Schweigeminute (“Un minuto di silenzio”), Siegfried Lenz, dtv-Deutscher Taschenbuch Verlag, ’08
Il mio best-seller natalizio, quest’anno, l’ho acquistato con insolita convinzione alla libreria Feltrinelli di Pisa. Nel tornare in Sudtirolo, ho scelto un autore tedesco auf Deutsch, per riacquistare confidenza con una lingua “madre” e amica al contempo. E “Schweigeminute”, novella di Siegfried Lenz uscita recentemente e osannata dalla critica, sfogliata al volo, ha subito catturato la mia attenzione.
Un libro che m’ha preso sin da subito, trasportato tra le sue righe e coinvolto emotivamente. Come ne “L’educazione sentimentale” di Gustave Flaubert (il classico Bildungsroman di fine Ottocento), Siegfried Lenz – attraverso una storia “di mare” ambientata sulle coste del Ostsee, tra profumi e rumori calati in un’atmosfera di per sé sospesa nel tempo – ci riporta al tema spinoso degli amori tra persone d’età diversa, differenze che possono frapporsi e impedire il normale scorrere d’una conoscenza di diversa natura. Lenz ci regala pagine intrise di una sensualità “soffice”, priva di spigolature, e i pensieri del giovane Christian attorno alla dolce immagine dell’insegnante d’inglese Stella Petersen accompagnano il lettore nei luoghi dove le loro vite si sovrappongono e i due colgono l’attimo, senza farlo fuggire. Stella – abile nuotatrice dai capelli neri e gli occhi azzurri, donna cosmopolita per ispirazione paterna, ritratta come un’irraggiungibile Meerfrau a diretto contatto con la natura – e Christian – umile padrone del mare, indaffarato nel prendersi cura della sua Katerina (una barca per la raccolta di pietre dal fondale, perlopiù ambre, attività portata avanti col padre): entrambi fuggono dall’indefinibilità di questo rapporto “di coppia”, così etereo e al contempo così concreto – seppur (appunto) non-definito.
Difatti i successivi sviluppi del racconto ruoteranno tutt’attorno ad una lapidaria affermazione della protagonista (“Ich liebe die Unentschiedenheit, die Möglichkeit zu wählen”), mentre la distanza d’un suo breve viaggio sull’isola danese di Ärö allontanerà Stella da Christian. Eh già. Partenza, messaggi in sospeso (“Hope to see you soon” sul retro d’una cartolina), la grande attesa e l’aspettativa del ragazzo rispetto al ritorno della sua amata. Silenzi. Amore non detto, non confessato, ma vissuto, oppure solo idealizzato. E poi, una domanda di definizione rimasta anch’essa in sospeso, tra un saluto nella hall dell’Hotel Seeblick – dove Stella era solita trascorrere le sue estati – e il tragico epilogo al molo, che nessuno mai si sarebbe augurato. Non distante da quella baracca sulla Vogelinsel… E pesa l’intensità di tutto ciò che non s’è detto prima. Ovvero l’indicibile. Brividi di freddo. Un minuto di silenzio. E’ il silenzio del mare. (Val.)
Siehe auch/vedi anche:
http://de.wikipedia.org/wiki/Schweigeminute_(Siegfried_Lenz)


Welcome back Mr. Blaun! ;D
Geschrieben von Emanuel | 26. Dezember 2009, 0:06Caro Emanuel,
è uno spunto per cominciare, diversamente. E i riferimenti (semi) autobiografici sono abbastanza palesi. La trama si adatta (quasi) perfettamente ad alcune vicende che conosco da vicino; la frase della protagonista da me colta (sull’indefinibilità) le tratteggia ancora meglio. Lenz descrive uno o più aspetti comuni della mia vita recente sotto le più diverse sfaccettature. Troppe. A tratti m’ha sconvolto. Il libro è molto bello. Ma non comprarlo: è bello, ma non consiglierei a nessuno di comprarlo. Tanto bello l’ho trovato, tanto tragico il finale, che (per chi mi conosce) è opportuno non leggerlo.
Geschrieben von Val. | 26. Dezember 2009, 0:44E invece mi/ci hai incuriosito. Dicendo “non leggerlo” istighi alla lettura. Comunque bravo. Anche per aver riaperto. Molto bello, fra l’altro, questo titolo “Abetone-Brennero”, a me così familiare, pur se in direzione contraria alla tua. Ci vediamo domattina.
Geschrieben von gadilu | 26. Dezember 2009, 1:47
Geschrieben von Val. | 31. Januar 2010, 19:06