Chi si accontenta gode.

SVP-Insieme per le Autonomie.Partito Democratico.La Sinistra l'Arcobaleno. Die Linke Regenbogen. La Manciancia Egaburvanda.

Ci vuole coraggio in politica per tentare nuove vie, come quello che ha avuto Alexander Langer. Una figura alla quale ho sempre guardato con ammirazione. Ha avuto il coraggio di dire cose che all’inizio sembravano irrealizzabili e che invece oggi sono realtà.

Walter Veltroni nel suo intervento a Bolzano-Bozen-Bulsan, mercoledì 12 marzo 2008.

Premessa. Opinione diffusa è che questa sia la peggiore campagna elettorale nella storia recente della Repubblica Italiana. Non potrebbe essere altrimenti: la situazione paradossale della prevedibile vittoria berlusconiana alla Camera, dovuta a una legge “porcata”, rende pressoché inutile la consultazione popolare. Niente di peggio poteva capitare a un 18enne il quale si appresta timidamente ad avvalersi del diritto di voto appena acquisito…

Perché voto PD. Ammesso e non concesso che tra Luisa Gnecchi, Klaudia Resch e la bella e simpatica Magdalena Amhof, la spunti quest’ultima, di una cosa sono convinto: l’imminente turno elettorale ha un valore soprattutto nazionale e ben pochi risvolti locali. Il Parlamento italiano (svuotato di quasi ogni competenza istituzionale riguardante il Trentino-Alto Adige/Südtirol) può incidere sulla realtà sudtirolese – ovvero sulle questioni ruotanti attorno al superamento in chiave perlomeno interetnica dello status quo, tanto care a [Blaun] - in modo talmente limitato che la presenza di due anziché tre+uno deputati SVP sugli scranni romani non cambia di certo le sorti dell’Autonomia „dinamica“, tantomeno dello stesso partito di raccolta. In autunno, forse, potremo assistere a un più serrato confronto tra le diverse concezioni e prospettive politiche sul futuro del Sudtirolo, e tastare con maggiore sicurezza il polso della crisi latente da tempo in casa Volkspartei, se di effettiva crisi vogliamo parlare. Per questo e altri motivi - vedi i commenti del caro Alexander: [1] [2] [3] | vedi anche: [1] [2] [3] -, domenica per la Camera dei Deputati sceglierò il Partito Democratico (Demokratische Partei, Partit Democratich). Ritengo Walter Veltroni adatto a ricoprire la carica di premier e la forza politica da lui guidata capace di governare l’Italia. Secondo la mia modesta opinione, il PD è all’altezza di altri raggruppamenti (social)democratici europei e affronta con responsabilità e innovazione i temi riguardanti casa, lavoro, economia, immigrazione, diritti civili, esteri, formazione, ricerca, ambiente, energia, trasporti e infrastrutture più di quanto allo stato attuale siano in grado di fare gli ex-alleati socialisti e comunisti.

Regenbogen. Ciò non toglie comunque che nel complesso il centrosinistra (componente rosso-verde compresa) sia per tradizione amico dei sudtirolesi. L’ultimo governo di Romano Prodi è stato un fin troppo brillante esempio, non dimentichiamolo. Degli altri „cartelli elettorali“ scesi in campo, infatti, l’unico credibile anche sul piano locale appare essere „la Sinistra l’Arcobaleno“ (die Linke Regenbogen, la Manciancia Egaburvanda), con capolista Klaudia Resch (stimata consigliera comunale verde a Merano), verso la quale si orienteranno l’amico Gabriele [VEDI] e pérvasion. La fusione dei „Verdi-Grüne-Verc“ con Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani e Sinistra Democratica, per quanto sia un progetto interessante, mi lascia però con non poche perplessità e l’impressione fondata che l’alleanza non sarà duratura. In ogni caso, il voto „di protesta“ in funzione anti-SVP guadagnato dall’area alternativa eco-sociale come dai democratici è un voto „utile“ e da sostenere, fermo restando la validità parlamentare, e non provinciale, di queste tornata elettorale. Certo, in tutta franchezza, avrei preferito che per Luisa Gnecchi si privileggiasse la „posizione“ nel governo provinciale – cercando di farle mantenere il ruolo di assessora alla scuola almeno fino al termine della legislatura, magari candidandola poi allo stesso incarico nella prossima – anziché proporle (con buone probabilità di farcela) un posto alla Camera, seppur “ghiotto“ per il centrosinistra altoatesino, privo di un proprio rappresentante a Roma dal lontano 1992 (bellunese Bressa a parte)… per questo l’elezione di Klaudia Resch non mi dispiacerebbe poi troppo.

Senator Peterlini. Al Senato, se avessi il diritto di voto, la mia preferenza andrebbe a Oskar Peterlini. Non mi dilungo troppo sulle motivazioni che mi spingono a confermare tale sostegno, contestabile su più fronti. A parte la sostanziale mancanza di alternative credibili e apprezzabili (Vezzali? Angelucci e l’Arcobaleno, smarcatosi all’ultimo momento da un patto già quasi firmato?), rinnoverei la fiducia a Peterlini per il coraggio della sua posizione dichiaratamente a sinistra, pacifista e per una reale „convivenza“, in un partito come la Volkspartei basato al contrario su istanze conservatrici e di contrapposizione etnica. Di politici della Stella Alpina impegnati nel proporre al proprio elettorato una così forte coesione tra gruppi linguistici se ne sono visti ben pochi nella storia dell’Alto Adige/Südtirol. I tandem „SVP-Ulivo“ prima e “SVP-L’Unione“ (con i partiti dell’attuale Sinistra!) poi, si sono rivelati vincenti sia sul piano della rappresentatività di questa parte di Sudtirolo a Roma, sia come soddisfazione popolare (penso soprattutto alla firma governativa per lo spostamento in galleria della tratta d’accesso sud al tunnel di base del Brennero nella Bassa Atesina). Nel cosiddetto „Patto di Salorno“ siglato tra Edelweiß e “Insieme per le Autonomie“, ovvero con il Partito Democratico altoatesino e le formazioni trentine raccolte attorno al Presidente Dellai, vedo non solo l’ennesima imposizione di Via Brennero bensì il tentativo di trasformare la politica parlamentare in „federale“, a difesa della nostra specificità regionale e/o provinciale [vedi].

Auguro al Partito Democratico così come agli amici della Sinistra Arcobaleno buona fortuna! E vinca la migliore tra Amhof, Resch e Gnecchi. Sperando che l’inondazione berlusconiana venga, almeno in parte, arginata.


7 Antworten

  1. @ Valentin[o]

    Niente di peggio poteva capitare a un 18enne il quale si appresta timidamente ad avvalersi del diritto di voto appena acquisito […] Al Senato, se avessi il diritto di voto, la mia preferenza andrebbe a Oskar Peterlini [...] Rinnoverei la fiducia a Peterlini per il coraggio della sua posizione dichiaratamente a sinistra, pacifista e per una reale “convivenza”

    Brutta situazione anche per noi anziani. Quanta fatica resistere alla tentazione di non avvalerci del diritto di voto, diritto che tu del tutto giustificatamente vuoi esercitare, proprio perchè per te è la prima volta..

    Quando avevo la tua eta’ Peterlini era un giovane della Junge Generation della SVP. Le sue idee erano al tempo decisamente e dichiaratamente di destra. Pero’ hai detto che non hai modo di votare per il Senato: meglio cosi’.

  2. Caro Guest,

    su alcuni temi (famiglia, unioni di fatto) Peterlini mantiene una sostanziale posizione diciamo ‘conservatrice’ (vedi „ff“ di giovedì scorso).

    Mia madre (originaria della Bassa) continua a sostenere che Oskar sia un caso a sé nel panorama politico locale. Per l’Unterland è un idolo della convivenza. Sulle idee giovanili: riguardo Holzmann girano voci ben peggiori a Bz, ma se vedi ora dov’è collocato… non lo penseresti mai.

  3. Guest ha ragione sul passato di Peterlini, ma per fortuna le persone cambiano, maturano. Peterlini maturando è diventato moderatamente rosso ;-)

    Alla camera, Oskar vota PD. Okay, non si può dire e nessuno ci crederà…

    ma, caro Valentino tu che sai chi sono capirai che non racconto frottole…

  4. Ich wähle PD und… Herrn Peterlini. Ich glaube, es ist schon das dritte Mal, dass ich das Kreuzchen auf seinem Namen mache. Ich hoffe jedoch, ihn nicht so oft zu hören, ich kann seine Aussprache mit all den gemurmelten Vokallauten (Schwa) im Wortauslaut nicht ausstehen. Aber was soll’s.

  5. Allora, visto che insisti… :D

    http://it.youtube.com/watch?v=MQpVPTKoAAU

  6. Infatti, preferisco quando parla in italiano. OT nell’OT: Questo spot mi ricorda la pubblicità di prodotti antirughe, contro la pelle grassa…

  7. [...] Dopo la “sbornia elettorale” di ieri sera - cui non mi sono sottratto neppure io (vedi) -, vorrei analizzare con più calma il risultato uscito dalle urne in Italia e in Sudtirolo. Parto con un’amara constatazione: Silvio Berlusconi, in un colpo solo, ha ottenuto tutto ciò che voleva. Una maggioranza solida e autosufficiente al partito “nuovo” ma de facto inesistente da lui guidato nonché a un’alleanza (quella con il padano Bossi) che purtroppo esiste da molto tempo; l’UDC e Casini finalmente fuori dai giochi – per non dirla in altri termini; i “comunisti”, ovvero i nemici numero uno di Emilio Fede, eliminati per almeno una legislatura dallo scenario politico parlamentare. La stanza dei bottoni è quasi in mano sua. Infatti, il dato in assoluto più allarmante è il successo della Lega Nord, la quale incassa persino il voto operaio, sinora in mano alle forze che compongono la Sinistra l’Arcobaleno. La crisi di quest’ultima ha dell’incredibile e ci deve fare pensare. I continui richiami al ”voto utile” in campagna elettorale spiegano solo in parte la debacle di Bertinotti, il quale paga una politica invecchiata e nostalgica, orientata al “no a tutti i costi” ma pronta a dire sì alla presidenza della Camera, nonché quell’aria più da movimento che da vero e proprio apparato di partito. Va detto comunque che il voto all’asse Partito Democratico-Italia dei Valori, con questa legge elettorale, era effettivamente l’unico “voto utile” contro l’ascesa di Berlusconi, che poi si è puntualmente verificata. Non si tratta perciò di un voto “ideologico” bensì “opportunista”. L’aggravante è di aver risucchiato preferenze dalla Sinistra Arcobaleno, quindi da un’area tradizionalmente avversa. Walter Veltroni dovrà tenere conto di ciò e aprire un dialogo concreto con le anime “in pena” escluse dal Parlamento; buona parte dell’elettorato PD – il cui bacino d’influenza reale in termini di condivisione della politica riformista è inferiore al risultato ottenuto - non è rappresentato al suo interno da persone convinte di quella scelta, ma la paura di Berlusconi ovvero il diffuso antiberlusconismo (vero motore delle sinistre) ha fatto la differenza. Questo vale anche per la nostra Provincia, dove il voto di domenica e lunedì è poco indicativo in vista delle provinciali d’autunno, in quanto legato strettamente agli esiti nazionali che la legge vigente poteva generare. Sulla scelta di questo o quel partito ha influito dunque un “criterio nazionale”, adottato pure sul sottoscritto (vedi). [...]

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