Volemose bene.

By: Valentin[o]

Apr 06 2008

Category: Politika, [Blaun]

71 Comments »

Giovani orfini “verdi” crescono. A loro volta crescono le due montagne, sempre più imponenti. La “retorica della convivenza” è ben tratteggiata, a mio parere, da un contributopubblicato sul sito dei Young Greens Southtyrol (Junge Grüne Südtirols, Giovani Verdi del Sudtirolo), neofondato gruppo giovanile dei Verdi-Grüne-Verc, costituito perlopiù da studenti universitari [di agraria?] ed esponenti dell’Antifa meranese, di madrelingua tedesca o mistilingui. Il livello è basso: mi viene un magone se penso a quanto scritto da Alexander Langer sul concetto di “Gesamtsüdtirol” – l’avranno almeno provato a leggere? - o anche solo alle dichiarazioni rilasciate più volte da Reinhold Messner (»Ich sehe mich als Südtiroler, als Europäer und als Weltbürger«). L’augurio è che i frutti dell’albero presente nel simbolo dei Junge Grüne maturino presto. Altrimenti, davvero, le istanze interetniche all’interno del mondo politico sudtirolese saranno spacciate. E con esse morirà ogni speranza di un partito autenticamente post-etnico, plurilingue e territoriale il quale possa rappresentare in pieno gli ideali di noi Gesamtsüdtiroler. Ecco il testo incriminato:

„Wir sind keine Südtiroler“ (Tobias Franceschi)

„Südtirol gehört zu Italien!“, „Nein Südtirol gehört zu Österreich!“
Unlösbares Dilemma? Nein, heiße Luft und Floskeln. Auf manche Fragen gibt es keine Antworten weil man sich gewisse Fragen einfach nicht stellen soll. Die ständige Südtiroler Identitätsfrage ist schlicht und einfach sinnlos…

Manche populistische Parteien treiben damit ein paar Stimmen auf und schüren damit Hass zwischen den Sprachgruppen in Südtirol. Der Kernpunkt ist ein anderer. Wir müssen uns bewusst werden, dass wir in einer globalisierten Welt leben. Eine Welt in der in Südtirol (das „Apfelland“) chinesische Äpfel verkauft werden und von der EU subventionierte Agrarprodukte in Afrika verkauft werden und damit den dortigen Lokalmarkt zu Nichte machen. In einer solchen Welt müssen wir mit unserem Provinzdenken aufhören und unsere Identität überdenken.

Deshalb sage ich: wir sind weder Deutsche noch Italiener auch keine Südtiroler, wir sind Europäer wir sind Weltbürger. Hören wir doch auf mit diesem sinnlosem Gestreite, diese sinnlose Sprachzugehörigkeit, bei der unsere Wahl eingeschränkt wird, bei der wir zu einer Wahl gezwungen werden. Muttersprache Deutsch? Seien wir doch mal ehrlich, wie viele Südtiroler sprechen Deutsch? Fast keiner, wir sprechen Südtirolerisch.

Es ist Zeit für eine Wende. Wir müssen uns als Mensch reformieren. Wir müssen unseren Horizont erweitern und weniger engstirnig sein. Es hat keinen Sinn unsere Aversion mit Unterschieden zu untermauern, lasst uns Gemeinsamkeiten finden, lasst uns zusammen eine Identität haben, wir sind keine Südtiroler wir sind Europäer wir sind Weltbürger.

71 Responses to “Volemose bene.”

  1. Io sono rimasto semplicemente esterrefatto. Se questi sono i giovani verdi, preferisco la JG della Volkspartei.

    Sconcertante lo statuto e allucinante pure la prima “proposta di legge”. Mi consola il fatto che Michi sia tra i loro portavoce [vedi il suo blog]. Almeno una testa pensante c’è lì dentro.

  2. Wir sind keine Südtiroler, sondern Europäer. Aber wir sprechen Südtirolerisch, nicht Deutsch. Jaja.

  3. Oddio, non che la Junge Generation sia molto meglio, anzi…

    http://segnavia.wordpress.com/2008/03/08/frittierte-luft/

  4. É interessante notare questo passaggio. Non siamo sudtirolesi, siamo cittadini del mondo. Per essere cittadini del mondo, a quanto pare, non occorre dunque essere sudtirolesi. O non è così importante. Questo mi pare sia il messaggio. Che cosa cambierebbe (in peggio o in meglio) riformulando così: siamo sudtirolesi “e” cittadini del mondo. Oppure anche così: siamo cittadini del mondo “in quanto” sudtirolesi. Direi in conclusione questo: chi ha scritto il testo stigmatizzato da Valentino voleva soprattutto reagire nei confronti della nevrotica ricerca dell’identità che qui in Sudtirolo lavora sempre seguendo una logica oppositoria (siamo questo, non siamo quello). Ma questa nevrosi è talmente profonda e radicata che non è possibile scrollarsela di dosso così facilmente. Come nell’apologo/favola della lepre e delle due tartarughe. Hai voglia (tu lepre) a correre veloce; ad un capo e all’altro del percorso una delle due tartarughe griderà sempre il suo beffardo “io sono già qui!”.

  5. Anche io vorrei aggiungermi a ‘Etranger perchè credo proprio che questo sia il messaggio del testo sopra “incriminato”, di andare oltre l definirsi sudtirolesi con tutto il pattritismo che comporta, di andare avanti riuscendo a pensarci cittadini europei, del mondo….. come di fatto aveva detto Reinhold MEssner, anche lui sopra citato, e che, correggetemi se erro, potrebbe anche essere un pensiero langeriano, l’immaginarci oltre i (stretti) confini (pattriotici)?

  6. Anzitutto vorrei esprimere la mia felicità per la discussione creatasi e le tante persone che hanno espresso la loro opinione riguardo al mio articolo.
    Come qualcuno é già riuscito ad interpretare, il mio articolo doveva essere una “mera” provocazione, era mio intento criticare l’estremo patriottismo da parte di qualche Sudtirolese. L’idea era di provocare una reazione, per discutere su questo tema. Questo sembra mi sia riuscito. Quando dico che siamo cittadini del mondo e non Sudtirolesi, lo dico sperando di fare cessare l’eccessivo patriottismo al fanatico di turno, oppure almeno fargli ripensare la sua ideologia. Dico che non siamo Südtirolesi perché voglio fare capire alla gente che in un mondo talmente reticolato dobbiamo cercare di giocare assieme.

    Questo non vuole dire che tu non possa criticare il mio articolo, questo intervento lo ho fatto per cercare di esplicare meglio le mie idee e di chiarire forse qualche concetto non molto chiaro (tra l’altro non chiarito deliberatamente).

    Grazie per la opportunitá di commentare il tuo articolo concessami dal tuo blog .

    Cordiali saluti

    Tobias

    P.S: è proprio con questi discorsi che i frutti presenti sull’albero dei YGS matureranno
    P.P.S: non vedo assolutamente perché uno studente di agricoltura ed esponenti del antifa non possano fare parte dei YGS

  7. Étranger, come ho già avuto modo di dirti, approvo pienamente la tua analisi (neanche a farlo apposta) ;-)

    Michaela, difatti condivido lo “spirito” attraverso il quale Tobias vuole superare ogni forma di patriottismo e nazionalismo con il nobile intento di costruire un’identità priva di confini e barriere ideologiche, perciò europea se non “internazionale”. Ma il punto in questione era un altro: sebbene l’approccio sia positivo, il modus operandi lascia qualche perplessità, soprattutto riguardo alla auspicata (seppur provocatoria) decostruzione del senso d’attaccamento al Sudtirolo, benché riferita ai Rechtsextremisten e alla loro (?!) Weltanschauung.

    Tobias, grazie a te per essere intervenuto sul blog e complimenti per l’ottima conoscenza delle due lingue (madri?). La tua provocazione è a fin di bene e di questo non posso che rallegrarmi. Ce ne fossero di YGS! Ciò non toglie però che questa necessità immane di “demolire” l’Heimatgefühl sudtirolese, considerata un ostacolo sul nostro cammino “post-etnico” – atteggiamento che può apparire all’occhio distratto come pregiudizio nei confronti delle proprie stesse radici -, non mi trovi del tutto concorde. Posto il principio secondo cui l’“identità” possa essere multiculturale e plurilinguistica, non si tratta di dire »non siamo più sudtirolesi perché ora ci sentiamo europei« bensì di COME possiamo vivere il nostro substrato sudtirolese in un contesto di sempre maggiore integrazione europea. Di qui il mio riferimento al concetto (neanche troppo teorico) di “Gesamtsüdtirol” definito da Langer (e sul quale noi di [bbd] abbiamo lavorato a lungo), che avrei gradito ritrovare nel testo postato sul sito dei Giovani Verdi. Per il resto, sottoscrivo ogni parola della tua cortese replica, verso la quale esprimo profondo compiacimento.

    Nessun problema sull’appartenenza all’Antifa Meran, di cui seguo l’attività con attenzione e un pizzico d’ammirazione. Volevo sottolineare come i neo costituiti YGS siano poi limitati al solito Freundeskreis… I gruppi giovanili politico-culturali alternativi alla destra tedesca e alla SVP faticano a decollare e, in generale, attraversiamo un periodo di “passività” dei giovani [vedi]. Comprendo dunque la vostra difficoltà ad aprirsi a nuove leve (magari di madrelingua italiana, o provenienti da altri ambiti: la scuola superiore, le facoltà umanistiche etc) ma comunque la ritengo auspicabile. Buona fortuna! Sarò al vostro fianco, anche da qui.

    In ogni caso, un caloroso benvenuto su [Blaun] ad entrambi! :D

  8. Valentin[o], il tuo accenno alla “decostruzione” patriottica è perfetto. Ma va osservato come la decostruzione (e mi appoggio ad una interpretazione architettonica) sia sempre un lavoro attento, difficile e faticoso. L’atteggiamento (deliberatamente provocatorio per propria ammissione) dei JGS, invece, mi sembra alquanto sbrigativo.

    Perché, invece di ignorarlo e ridicolizzarlo (operazione possibile, ma poco efficace) non cerchiamo di “aprire” e rendere meno opprimente il concetto di Heimat? »Sradicandoci« tutti consentiremo a quelli che già (o ancóra) lo sono di sentirsi »alla pari«, ma a quale prezzo e con quali conseguenze?

    In ogni caso, e nonostante questa divergenza »di metodo« sono convinto che l’attività di JGS ed Antifa Meran sia complementare (e »sinergica«) alla nostra…

  9. Perché, invece di ignorarlo e ridicolizzarlo (operazione possibile, ma poco efficace) non cerchiamo di “aprire” e rendere meno opprimente il concetto di Heimat?

    Non vorrei dire… ma stiamo lavorando per voi… ;)

  10. Voi, noi… Si dice, no? Stiamo lavorando per voi (lavori in corso).

  11. Liebe Leser,

    hiermit möchte ich meine vollkommene Empörung darüber ausprechen, für das was ein bestimmter Herr “Valentino” auf dieser Web Seite gepostet hat.
    Ein Text von unserem Webadministrator Tobias Franceschi wurde kritisiert, der von allen anderen Mitgliedern der Jungen Grünen (soweit es mir bekannt ist) gutgeheissen wurde.
    Im angsprochenen Text erscheinen die Worte: Wir sind keine Südtiroler, sondern Weltbürger!
    Diese Aussage beinhaltet eine weltoffene Mitteilung, die sich gegen jegliche Nationalismen äussert, und vor allem jene in unserem Land. Ich persönlich begrüsse den Text von Tobias und verabscheue SINNLOSE Aussage wie: “Almeno una testa pensante cé li dentro.” Des weiteren bitte ich Aussagen wie: “il testo incriminato” zu unterlassen.
    Meiner Meinung nach wurde auf Franceschi´s Text übertrieben reagiert!

  12. Wie ist das? Wenn ein Text von allen euren Mitgliedern gutgeheißen wurde, darf er nicht mehr kritisiert werden?

  13. Certo che puo´ essere criticato, ma qui mi sembra che state giocando a chi la spara piu´ grossa!

  14. Benvenuto Simon Pezzutto, preg.mo coordinatore dei JGS,
    i suoi commenti si commentano da soli.

    Intanto, desidero precisare quanto segue:

    Liebe Leser, hiermit möchte ich meine vollkommene Empörung darüber ausprechen, für das was ein bestimmter Herr “Valentino” auf dieser Web Seite gepostet hat.

    Si calmi, innanzitutto per educazione bussi alla porta e chieda del sottoscritto, anziché (con fare autoritario) rivolgersi ai miei lettori. E poi il signor “Valentino” ha un cognome ben identificabile a lato della home page. Mi chiamo Valentino Liberto, non sono un anonimo fantasma.

    Certo che può essere criticato, ma qui mi sembra che state giocando a chi la spara più grossa!

    Appunto! Se non l’ha capito prima, [Blaun] è nient’altro che una gara! Vince “chi la spara più grossa”! Al momento, il trofeo è saldamente nelle sue mani. Mi raccomando! Non se lo faccia sfuggire proprio ora! Scherzi a parte: si può fare ironia in un blog, vero? Per certi versi, mi ricorda un altro Simon, il cui humor è piuttosto anglosassone. Ma almeno le argomentazioni di pérvasion sono sensate, direi molto sensate. Tornando a Blaun: ha letto di che blog si tratta? Chi ne è l’autore e cosa scrive normalmente? Ha visto la spiegazione fornita a Tobias (vedi) e l’approfondita riflessione del caro pérvasion? La soddisfano? Können Sie darüber etwas sagen? In poche parole: ha letto qualcosa, oppure navigando narcisisticamente su Google (ovvero digitando “Young Greens Southtyrol” nel motore di ricerca) si è soffermato solo su questa pagina “contro”? Capisco che aprire una becera polemica possa alzare la tensione e quindi l’audience verso i YGS, ma sinceramente, se già prima nutrivamo numerosi dubbi sul gruppetto giovanile verde, per causa sua sono quadruplicati di colpo. Lo dico con assoluto dispiacere.

    Ah, Tobias è davvero uno dei vostri? Perché la risposta che mi ha dato lui è molto più obiettiva e convincente delle sue boutade. Se ne rende conto?

    In ogni caso, rimanga in attesa. Avrò modo di risponderle più pacatamente sui contenuti, onde mantenere alto il nome (e la qualità) di [Blaun].

  15. …e non osi affermare di intravede in me atteggiamenti in qualche modo contrari ai principi dei YGS! Non metta in discussione la mia credibilità; ho un’enorme considerazione per i Verdi-Grüne-Verc, nei quali (al contrario di lei) vedo “apertura”, cioè capacità di relazionarsi con la gente. I Verdi del Sudtirolo sono storicamente portati al dialogo e al confronto tra diverse concezioni della realtà; a tutt’oggi, l’anima ambientalista di Markus Lobis, la “storia condivisa” di Hans Heiss, l’impegno sociale di Klaudia Resch trovano nei Verdi pari dignità e attenzione. Ciò che però li ha resi protagonisti da decenni del panorama politico locale, un interlocutore ideale per coloro i quali credono in un “altro Sudtirolo”, è in primo luogo il tema fondamentale dell’interetnicità, tralasciato forse negli ultimi anni, ma comunque sempre presente nella dialettica verde. La “marcia in più” tanto invidiata ai Verdi-Grüne-Verc è quel loro rivolgersi a tutti i sudtirolesi indistintamente, a prescindere dalle “gabbie etniche” imposte con il censimento, interpretando al meglio la varietà linguistica della nostra regione, nonché la forza unificatrice dell’ambientalismo e il notevole patrimonio umano e culturale del movimento alternativo che l’ha preceduto. Ecco: spendere qualche parola in più sugli scritti di Alexander Langer qui citati sarebbe sufficiente a fugare ogni dubbio sulla sua persona. Un aspetto che lei non ha voluto cogliere.

    Io vorrei realizzare la tanto agognata “postetnicità” non con slogan da pseudo-alternativi – i quali, se applicati alla lettera, comporterebbero repentini stravolgimenti del sentimento identitario – bensì mutando gradualmente la percezione che in Sudtirolo si ha dell’identità. Saper valorizzare quanto di buono c’è nel sentirsi sudtirolesi “indivisi”, parte di un territorio plurilingue nel contesto alpino ed europeo, è l’approccio che mi aspetto da voi giovani impegnati per la democrazia e il superamento del paradigma etnico. Si deve giocare proprio sul terreno del radicalismo per mostrarne i limiti, anziché sfuggire con facili espressioni à la “siamo cittadini del mondo”, banali e controproducenti. Altrimenti, anche con i più buoni propositi, sarete tacciati di qualunquismo. Una questione di metodo, insomma, sulla quale noi di [bbd] abbiamo intensamente lavorato. Le dice qualcosa “Südtirol Italia“? E’ il titolo del libro di Riccardo Dello Sbarba. Non le sembra incredibile doversi fare insegnare da un toscano di nascita (ma sudtirolese d’adozione) cosa significa per un verde “amare il Sudtirolo”? Anche Kronbichler se lo domanda. Legga il libro e forse capirà cosa intendo dire.

  16. Simon Pezzutto, rileggiti ogni singola parola di questa pagina e dimmi se credi ancora che sia solo “un gioco”. Attendo tua cortese (e dettagliata) risposta, sui temi. Auch auf Deutsch. Danke.

  17. [...] Giovani Verdi del Sudtirolo a livello nazionale, ha avuto la cortesia di rispondere al post “Volemose bene“, relativo a un testo alquanto discutibile comparso sul sito del movimento giovanile dei [...]

  18. Egregio Signor Valentino Liberto,

    prima di tutto vorrei esprimere tutta la mia delusione verso la sua reazione assai feroce e eccesivamente esagerata.

    Tanto per iniziare: Io non sono il coordinatore dei JGS. Che poi JGS non si chiamano. Abbiamo scelto il nome di “Young Greens Southtyrol”, propio per non creare problemi con i tre gruppi linguistici prensenti in Alto Adige. Perciò, se propio l’egregio signore vuole abbreviare
    almeno scelga il termine giusto: YGS. Questo perchè non vogliamo essere scambiati con i giovani del SVP. Ma tano per voi non sembra esserci differnza:

    “Se questi sono i giovani verdi, preferisco la JG della Volksparte”.

    Mi sento verramente offeso!

    Inoltre non gradisco commenti come: “Almeno una testa pensante c’è lì dentro”

    Ma come vi permettete di giudicarci senza nemeno avverci conosciuti e sapendo niente su di noi!

    Mi auguro che questo folle ed insensato litigio trovi presto una fine. Per questo invito il signor Valentino Liberto, di trovarsi con “Young Greens Southtyrol” ed discutere da persona a persona questo suo enorme problema ,che ha riscontrato in noi.

    Distinti Saluti

    Simon Pezzutto

  19. E per fortuna ho titolato il post con “Volemose bene”… se avessi scritto qualcos’altro, cosa ne sarebbe venuto fuori? ;-)

  20. No comment. Anzi no:

    Tanto per iniziare: Io non sono il coordinatore dei JGS. Che poi JGS non si chiamano. Abbiamo scelto il nome di “Young Greens Southtyrol”, propio per non creare problemi con i tre gruppi linguistici prensenti in Alto Adige. Perciò, se propio l’egregio signore vuole abbreviare almeno scelga il termine giusto: YGS. Questo perchè non vogliamo essere scambiati con i giovani del SVP.

    Ti concentri sull’aria fritta, caro mio. Solo in un’occasione (da te prontamente segnalata), ho utilizzato la sigla “JGS” abbreviando la definizione in tedesco “Junge Grüne Südtirols” che non mi infastidisce affatto, nonostante sia un italoparlante del Sudtirolo – ripeto: “Sudtirolo”, tu lo chiami “Alto Adige” come i giovani di AN e della Junge Generation quando parlano in italiano. Incredibile vero? Altrimenti nella qui presente pagina ho scritto sempre “YGS”, anche per esteso! Un’altra cosa: sei il Referent bei den nationalen Jungen Grünen in Rom. OK. Ma intanto su “ff” (ricordi il reportage sulle giovani leve dei partiti?) e “STOL” è comparsa la tua foto. Quindi sei legittimato a rappresentare i YGS, giusto?

    “Se questi sono i giovani verdi, preferisco la JG della Volkspartei”. Mi sento verramente offeso! Inoltre non gradisco commenti come: “Almeno una testa pensante c’è lì dentro” Ma come vi permettete di giudicarci senza nemeno avverci conosciuti e sapendo niente su di noi!

    Sei un testardo: Devi per forza analizzare per filo e per segno quanto scritto all’inizio? Non potresti per cortesia fare un passo in avanti e LEGGERTI piuttosto le mie (credo esaurienti) risposte? Tu invece reagisci solo per far polemica, alla stregua della JG. Alla luce di quanto tu hai scritto qui, che conclusioni dovrei trarre? Tra te e un’esponente della JG ci sono delle differenze sostanziali? Quali?

    Mi auguro che questo folle ed insensato litigio trovi presto una fine. Per questo invito il signor Valentino Liberto, di trovarsi con “Young Greens Southtyrol” ed discutere da persona a persona questo suo enorme problema ,che ha riscontrato in noi.

    “Folle e insensato litigio”… io non ho solo “litigato”, ma ho fornito spiegazioni. Sono pronto anche ad un confronto pubblico, se vuoi. Eine Podiumsdiskussion? Kein Problem. Se la organizzate vengo di sicuro.

  21. Peccato, signor Pezzutto (ci diamo del lei, no?), ha perso un’altra occasione per cambiare la nostra percezione dei Young Greens Southtyrol. Ecco, se “per non creare problemi” con i tre gruppi linguistici dell’Alto Adige (sic! ma Langer dove lo avete ficcato?) dovete passare all’inglese, questo dice molto, moltissimo sul vostro conto. Posso solo immaginare quali siano le vostre ricette politiche per favorire la convivenza.

    Un piccolo appunto: Lei continua a soffermarsi sulla frase della “testa pensante”. Guardi che se diciamo “ALMENO una testa pensante”, questo non esclude che ve ne siano delle altre. Il problema è che finora non ne abbiamo trovate… avanti il prossimo. ;-)

  22. Ben detto, pérvasion.

    La loro ricetta: eggs and bacon :D

  23. Danke, es ist echt köstlich euer Streitgespräch zu verfolgen. Zum ersten Mal heute kann ich richtig schmunzeln. Der Tag, an dem Silvano Bassetti von uns ging. Für die einen der Mann, der das Klimahaus A in Bozen zum Mindest-Standard machte, für die anderen nichts als “Bassetti Cementificatore”, verantwortlich für den “scempio del Firmian” sowie für “altre porcherie”.

    Es ist schon einige Jahre her – ich war noch etwas grün hinter den Ohren – da konnte ich einer partei-interne Lehrstunde Silvanos über das System “geschlossener Hof” folgen. Sie hat mein Weltbild (zumindest mein Südtirolbild) mitgeprägt. Als ich Silvano anschliessend fragte, warum er sich überhaupt mit so was beschäftige, wobei wir doch Politik für “die Stadt” machen wollten, und die Bauern wohl kaum unsere Partei wählen würden, antwortete er mir: “Das ist doch völlig egal, ob die uns wählen – wir müssen schliesslich eine Politik für alle machen, alle im Auge behalten!”

    Die zweite große Erinnerung an Silvano ist die Zeit vor der Gründung der Demokratischen Partei in Südtirol. Sein Einsatz war voll, er führte die Liste bei den Vorwahlen “Demokraten für Bozen” an. Die Abschlussveranstaltung der Liste auf Maretsch, wo wir zu den Tönen der Musikkapelle Karneid “Wohl Ist Die Welt So Gross Und Weit” sangen. Silvanos Kraft wird unsere Arbeit weiterhin prägen.

  24. Simon Pezzutto,

    lei è un cafone, ovvero un enorme maleducato, una persona squallida con la quale d’ora innanzi non ho la benché minima intenzione di colloquiare. Il suo commento è di pessimo gusto nonché postato nel momento peggiore in assoluto che si potesse scegliere. Con il suo “smiley”, dimostra totale mancanza di rispetto. Lei sta ai Verdi come io al nazismo, quindi la sua presenza nel [bbd]-Netzwerk (credo di parlare a nome pure di pérvasion) non è più gradita. Avrò modo di segnalere la cosa a chi di dovere; lei è una rovina per i Verdi-Grüne-Verc.

    Valentino Liberto, autore e fondatore di [Blaun], già coautore di [bbd], Vicepresidente della Consulta provinciale degli studenti per la scuola in lingua italiana dell’Alto Adige-Südtirol.

  25. :-) ))))

    Über ein solches Gespräch kann man sich wirklich nur totlachen.
    Jedenfalls ist der verehrte Herr Valentino Liberto eingeladen sich mit uns am 3.07 um 15 Uhr in der Bindergasse 5 zu treffen. Damit wird ihm die Möglichkeit geboten sein riessen grosses Problem mit uns auszudiskutieren.
    Es tut mir für das nicht allzu frühe Datum leid, es gibt aber vorerst Wichtigeres zu erledigen.

    Mfg

    Simon

  26. Ah, mi accorgo ora di un particolare: Simon Pezzutto mi invita dai YGS il prossimo 3 luglio. Proprio quello stesso giorno, nel 1995, morì ALEXANDER LANGER! Pezzutto, il suo atteggiamento è un insulto alla decenza. Si vergogni!!!

  27. Sì, Valentin[o] parla anche a nome mio.

    Sorvoliamo pure sul fatto che Pezzutto pensa di poter citare Valentin[o] ad un «Gespräch», con tanto di data ed ora predefinite. Il «sorrisino» basta ed avanza per definire Pezzutto, appunto, un cafone.

  28. Meno male che ora abbiamo scoperto chi sono i giovani verdi, ovvero il futuro dei verdi! Messo bene il partito tedesco vegetariano ambientalista di Dello Sbarba!

  29. Beh, Davide, sempre messo meglio dei cosiddetti italiani di Vipiteno. A forte rischio estinzione e – ahimè – a fortissimo rischio congiuntivo. Comunque per quest’ultima sciagura ho sentito che stai progettando un valido rimedio. L’importazione di 50.000 grammatiche della lingua italiana. Bravo. La cultura prima di tutto.

  30. Cari lettori,

    anzi tutto mi rivolgo a voi e mi scuso per quello che havete dovuto leggere seguendo questo discorso. Purtroppo però i nervi qualche volta fanno brutti scerzi. La consequenza sono dei veri e propi raptus, che in questo caso si sono manifestati in una eccesiva forma di violenza verbale ed parolace. Vorrei esprimere il mio più profondo sconforto per la impressionate caduta di stile.
    Mi rivolgo a lei Signor Liberto, dicendole che sè discute a questo livello non ho nessun motivo per continuare a perdere tempo con lei. Ha verramente dimostrato di non soportare alcuna critica.Inoltre non mi pare che con lei si riesca ad discutere in modo decente. Le comunico che questo è il mio ultimo commento a riguardo. Lei scriva pure ancora 200 commenti pieni di insulti ed attacchi personali. Complimenti, è cosi’ che si discute.
    Personalmente spero di non dover a che fare mai più con una persona come lei.

    Simon Pezzutto

  31. 200 commenti pieni di insulti ed attacchi personali

    Le rispondo con più calma, ancora turbato per la notizia su Silvano Bassetti.

    Caro Pezzutto, noi crediamo nella sua intelligenza. Dico sul serio. Constatiamo però che nei 5 commenti da lei qui postati non ha mai fatto alcun accenno alla discussione sui contenuti, partendo evidentemente dal presupposto che il testo di Tobias fosse inattaccabile perché scritto in assoluta buona fede. Non abbiamo messo in dubbio questo e le nostre reazioni alla cortese risposta di Tobias lo dimostrano. Forse fatica a leggere, o meglio, legge solo le prime parole di ogni commento. Forse non ha tempo, studia e la capisco. Ma le risposte di cui sopra sono tutto fuorché piene di parolacce e attacchi personali. Le abbiamo spiegato dettagliatamente le nostre ragioni, eppure lei si è ostinato a non voler capire, preferendo sorvolare e concentrarsi su espressioni trascurabili.

    [Tra parentesi: Il colmo è che lei non abbia nemmeno avuto la sensibilità di risparmiarsi uno smiley dopo un commento relativo alla morte di un noto esponente politico di Bolzano. Bassetti forse è lontano dalla sua visione politica, ma non dalla nostra. Di questo, sì, ne risponderà ai miei lettori.]

    Le riporto di seguito tutte le mie riflessioni, ’sta volta epurate da ogni “insulto”. Siamo certi della sua ragionevolezza. Se ci dimostrasse (anche in un’altra sede) di capire le nostre tesi, saremmo pronti a ritirare pubblicamente qualsiasi cosa detta sul suo conto.
    La prego, si prenda il tempo per leggere con più calma quanto segue:

    Young Greens Southtyrol
    e la retorica della convivenza.

    […] La “retorica della convivenza” è ben tratteggiata, a mio parere, da un contributo pubblicato sul sito dei Young Greens Southtyrol (Junge Grüne Südtirols, Giovani Verdi del Sudtirolo), neofondato gruppo giovanile dei Verdi-Grüne-Verc. […] Mi viene un magone se penso a quanto scritto da Alexander Langer sul concetto di “Gesamtsüdtirol” o anche solo alle dichiarazioni rilasciate più volte da Reinhold Messner (»Ich sehe mich als Südtiroler, als Europäer und als Weltbürger«). L’augurio è che i frutti dell’albero presente nel simbolo dei Junge Grüne maturino presto. Altrimenti, davvero, le istanze interetniche all’interno del mondo politico sudtirolese saranno spacciate. E con esse morirà ogni speranza di un partito autenticamente post-etnico, plurilingue e territoriale il quale possa rappresentare in pieno gli ideali di noi Gesamtsüdtiroler. […]

    […] Condivido lo “spirito” attraverso il quale Tobias vuole superare ogni forma di patriottismo e nazionalismo con il nobile intento di costruire un’identità priva di confini e barriere ideologiche, perciò europea se non “internazionale”. Ma il punto in questione era un altro: sebbene l’approccio sia positivo, il modus operandi lascia qualche perplessità, soprattutto riguardo alla auspicata (seppur provocatoria) decostruzione del senso d’attaccamento al Sudtirolo, benché riferita ai Rechtsextremisten e alla loro (?!) Weltanschauung.

    […] Mi complimento [con Tobias] per l’ottima conoscenza delle due lingue (madri?). La sua provocazione è a fin di bene e di questo non posso che rallegrarmi. Ce ne fossero di YGS! Ciò non toglie però che questa necessità immane di “demolire” l’Heimatgefühl sudtirolese, considerata un ostacolo sul nostro cammino “post-etnico” – atteggiamento che può apparire all’occhio distratto come pregiudizio nei confronti delle proprie stesse radici -, non mi trovi del tutto concorde. Posto il principio secondo cui l’“identità” possa essere multiculturale e plurilinguistica, non si tratta di dire »non siamo più sudtirolesi perché ora ci sentiamo europei« bensì di COME possiamo vivere il nostro substrato sudtirolese in un contesto di sempre maggiore integrazione europea. Di qui il mio riferimento al concetto (neanche troppo teorico) di “Gesamtsüdtirol” definito da Langer (e sul quale noi di [bbd] abbiamo lavorato a lungo), che avrei gradito ritrovare nel testo postato sul sito dei Giovani Verdi. Per il resto, sottoscrivo ogni parola della sua cortese replica, verso la quale esprimo profondo compiacimento.

    Nessun problema sull’appartenenza all’Antifa Meran, di cui seguo l’attività con attenzione e un pizzico d’ammirazione. Volevo sottolineare come i neo costituiti YGS siano poi limitati al solito Freundeskreis… I gruppi giovanili politico-culturali alternativi alla destra tedesca e alla SVP faticano a decollare e, in generale, attraversiamo un periodo di “passività” dei giovani [vedi]. Comprendo dunque la difficoltà ad aprirsi a nuove leve (magari di madrelingua italiana, o provenienti da altri ambiti: la scuola superiore, le facoltà umanistiche etc) ma comunque la ritengo auspicabile. Buona fortuna! Sarò al vostro fianco, anche da qui. […]

    […] Pezzutto, ha letto di che blog si tratta? Chi ne è l’autore e cosa scrive normalmente? Ha visto la spiegazione fornita a Tobias (vedi) e l’approfondita riflessione del caro pérvasion? La soddisfano? Können Sie darüber etwas sagen? […]

    […] Ho un’enorme considerazione per i Verdi-Grüne-Verc, nei quali (al contrario di lei) vedo “apertura”, cioè capacità di relazionarsi con la gente. I Verdi del Sudtirolo sono storicamente portati al dialogo e al confronto tra diverse concezioni della realtà; a tutt’oggi, l’anima ambientalista di Markus Lobis, la “storia condivisa” di Hans Heiss, l’impegno sociale di Klaudia Resch trovano nei Verdi pari dignità e attenzione. Ciò che però li ha resi protagonisti da decenni del panorama politico locale, un interlocutore ideale per coloro i quali credono in un “altro Sudtirolo”, è in primo luogo il tema fondamentale dell’interetnicità, tralasciato forse negli ultimi anni, ma comunque sempre presente nella dialettica verde. La “marcia in più” tanto invidiata ai Verdi-Grüne-Verc è quel loro rivolgersi a tutti i sudtirolesi indistintamente, a prescindere dalle “gabbie etniche” imposte con il censimento, interpretando al meglio la varietà linguistica della nostra regione, nonché la forza unificatrice dell’ambientalismo e il notevole patrimonio umano e culturale del movimento alternativo che l’ha preceduto. Ecco: spendere qualche parola in più sugli scritti di Alexander Langer qui citati sarebbe sufficiente a fugare ogni dubbio sulla sua persona. Un aspetto che lei non ha saputo cogliere.

    Io vorrei realizzare la tanto agognata “postetnicità” non con slogan da pseudo-alternativi – i quali, se applicati alla lettera, comporterebbero repentini stravolgimenti del sentimento identitario – bensì mutando gradualmente la percezione che in Sudtirolo si ha dell’identità. Saper valorizzare quanto di buono c’è nel sentirsi sudtirolesi “indivisi”, parte di un territorio plurilingue nel contesto alpino ed europeo, è l’approccio che mi aspetto da voi giovani impegnati per la democrazia e il superamento del paradigma etnico. Si deve giocare proprio sullo stesso terreno del radicalismo per mostrarne i limiti, anziché sfuggire con facili espressioni à la “siamo cittadini del mondo”, banali e controproducenti. Altrimenti, anche con i più buoni propositi, sarete tacciati di qualunquismo. Una questione di metodo, insomma, sulla quale noi di [bbd] abbiamo intensamente lavorato. Le dice qualcosa “Südtirol Italia“? E’ il titolo del libro di Riccardo Dello Sbarba. Non le sembra incredibile doversi fare insegnare da un toscano di nascita (ma sudtirolese d’adozione) cosa significa per un verde “amare il Sudtirolo”? Anche Flor Kronbichler se lo domanda. Leggendo il libro capirà cosa intendo dire.

    […] Solo in un’occasione (da lei prontamente segnalata), ho utilizzato la sigla “JGS” abbreviando la definizione in tedesco “Junge Grüne Südtirols” che non mi infastidisce affatto, nonostante sia un italoparlante del Sudtirolo – lei preferisce chiamarlo “Alto Adige” come i giovani di AN e della Junge Generation quando parlano in italiano. […]

    Valentino Liberto, vicepresidente della Consulta studenti, autore di Blaun.

    É interessante notare questo passaggio. Non siamo sudtirolesi, siamo cittadini del mondo. Per essere cittadini del mondo, a quanto pare, non occorre dunque essere sudtirolesi. O non è così importante. Questo mi pare sia il messaggio. Che cosa cambierebbe (in peggio o in meglio) riformulando così: siamo sudtirolesi “e” cittadini del mondo. Oppure anche così: siamo cittadini del mondo “in quanto” sudtirolesi. Direi in conclusione questo: chi ha scritto il testo stigmatizzato da Valentino voleva soprattutto reagire nei confronti della nevrotica ricerca dell’identità che qui in Sudtirolo lavora sempre seguendo una logica oppositoria (siamo questo, non siamo quello). Ma questa nevrosi è talmente profonda e radicata che non è possibile scrollarsela di dosso così facilmente. Come nell’apologo/favola della lepre e delle due tartarughe. Hai voglia (tu lepre) a correre veloce; ad un capo e all’altro del percorso una delle due tartarughe griderà sempre il suo beffardo “io sono già qui!”.

    Gabriele Di Luca, traduttore, insegnante ed editorialista del CdAA.

    Peccato, […] ha perso un’altra occasione per cambiare la nostra percezione dei Young Greens Southtyrol. Ecco, se “per non creare problemi” con i tre gruppi linguistici dell’Alto Adige (sic! ma Langer dove lo avete ficcato?) dovete passare all’inglese, questo dice molto, moltissimo sul vostro conto. Posso solo immaginare quali siano le vostre ricette politiche per favorire la convivenza. […]

    Simon Constantini, architetto, autore di “Brennerbasisdemokratie”.

  32. Wenn man sich die Jugendorganisationen der südtiroler Parteienlandschaft so vor Auge führt, kann einem Angst und Bange werde. Außer dem ständigen wiederholen von Floskeln und seit Jahrzehnten abgegriffenen Allgmeinplätzen hat von den jungen Freiheitlichen über die jungen Grünen bis zur Orfinogruppe NIEMAND etwas Innovatives an sich. Man kann leicht dem Verdacht erliegen, dass es sich bei vielen um den traurigen Versuch handelt sich von einer ideologisch angestaubten Phrase zur nächsten zu hangeln um irgendwie den “dritten Karriereweg” zu begehen. Weil das bei einer Claudia Roth funktioniert hat, heißt das nicht, dass Intellektfreiheit per se vom Wähler kleiner Oppositionsparteien honoriert wird.
    Die einzige moderne und ideologiefreie Jugendgruppierung bleibt wohl die junge SVP…

  33. Prinzenvinzen, mi sento di condividere la sua analisi.

  34. Valentino, anche noi di AG siamo innovativi!

  35. Davide, nel tuo punto esclamativo mi pare di poter leggere un pizzico di autoironia.
    Se ho letto bene mi complimento con te!

  36. @ Davide: Non mi sembra innovativo proporre soluzioni di stampo fascista per una terra che il fascismo lo ha subito.

    @ Ander: Davide beendet jeden Beitrag mit einem Ausrufezeichen.

  37. Ach so. Schade.

  38. Proporre soluzioni di stampo fascista????????

  39. Mein Gott, ich hätte wohl früher deinen Blog lesen sollen, wäre viel Porzellan ganz geblieben! Also erstens möchte ich euch alle bitten, von Einzelpersonen nicht gleich auf ganze Gruppen zu schließen! Ich habe den Artikel gelesen und für gut befunden, und habe folglich auch die Kritik nicht verstanden! Aber egal, muss ich ja nicht! Und Valentin[o] hat sich ja auch mit Tobias soweit höflich geeinigt, bis…
    Die Angriffe von Simon kann ich hingegen nicht teilen und empfinde sie für parteischädigend (schlimmes Wort), aber es ist eben seine eigene Meinung.
    Auch ich sage auch JGS, allein schon um der SVP-JG die Eier zu derhängen! Apropos, die JG sei innovativ, ja sicher und Orfino ist ein Kommie *lol*
    Hoffe die Diskussion wird zivilisiert (!) weitergeführt und freue mich jetzt einen neuen Blog zu haben, den ich täglich durchforsten werde, nach Segnavia, BBD und Sammelsurium.

    Peace Michi

  40. Michi, ho aspettato a lungo una tua risposta (che prevedevo conciliante) e… ora è arrivata. Grazie di cuore. I tuoi interventi sono sempre ben accetti ;-) Pace! Per quanto riguarda il seguire quotidianamente… beh, non garantisco molta costanza :D

    p.s. Pensavo conoscessi [Blaun], altrimenti non avrei esitato a segnalarti per tempo la discussione in atto.

  41. Ich glaube ich habe sogar mal hier reingeschaut, aber habe mir keinen Link gemacht- ein Fehler!
    Das der Blog in täglich aktualisiert werden kann, kenn ich aus eigener Erfahrung! Nun ich glaube wir werden uns hier in Zukunft öfters lesen!

    LG Michi

    PS.: Allen einen schönen 1.Mai!

  42. Hi, da ich deine E-Mail nicht gefunden habe, frage ich dich hier: Hättest du lust mal ‘nen Artikel auf italienisch für “meinen” Blog zu schreiben? Natürlich würde er ohne Zensur o.ä. veröffentlicht werden. Es wäre ein Gewinn für den Blog und würde mich sehr freuen!

    LG Michi

  43. Valentino, stai attento con sti verdi…non vorrei che un giorno ti dovrò dire: ich hab dich vor diesen Vegetariern gewarnt!

  44. Davide Orfino, perché continui a maltrattare in questo modo la lingua italiana? Cosa ti ha fatto?

    Non si dice: non vorrei che un giorno ti dovrò dire. Si, semmai, dice: non vorrei trovarmi un giorno a doverti dire…

    Dai retta: meno bandiere e visite alla tomba di Tolomei e più lavoro sui fondamentali (grammatica e vocabolario). DAI RETTA.

  45. io dico come voglio io…

  46. Lieber Gabriele,
    er ist eben noch ein Kind…da muss man Milde walten lassen ;)

  47. Motto di Davide Orfino: della lingua italiana me ne frego! (E poi ha il coraggio di prendersela con la Klotz: che sicuramente parla italiano meglio di lui!!!).

    @ Michi:

    D’accordo, Orfino è un bimbo e va scusato. Anzi, no. Perché andrebbe scusato? Secondo me l’anagrafe non costituisce né un titolo di merito (Valentino), né un titolo di demerito (Orfino). Giudichiamo per quel che leggiamo. Se leggiamo qualcosa di raccapricciante (Orfino) o se leggiamo qualcosa di delizioso (Valentino) per me l’età è secondaria rispetto a ciò che leggiamo. E’ una variabile indipendente, per così dire. Una curiosità marginale. Andiamo al sodo: uno scrive roba schifosa, l’altro deliziosa, pur avendo la stessa età. L’età non conta. Conta il cervello.

  48. Stimme dir zwar zu, aber manch einer ist eben entsprechend Reif für sein Alter, andere eben nicht…Aber das hat jetzt echt nichts mehr mit diesem Thema zu tun!

  49. Habe diesen thread mit Interesse gelesen und stelle fest, dass es auch bei den Jungen Grünen, denen meine ganze Sympathie gilt, noch Verbesserungspotenziale in puncto Diskussionkultur gibt.

    Ich schätze Simon Pezzuto als engagierten jungen Mann sehr und denke, dass er sehr gut zu den Jungen Grünen passt.

    Trotzdem komme ich nicht umhin, ihm auf diesem Weg mitzuteilen, dass er wohl etwas überreagiert hat, als er sich von Valentinos Meinung provozieren ließ. Ich schlage Simon vor, dies einzusehen und wieder in die inhaltliche Debatte einzusteigen.

    Die ist nämlich interessant.

  50. Salve a tutti!
    Intervengo perche invitato dall’amico Valentino…
    Ho seguito i vari commenti con più o meno interesse e sinceramente non trovo così sconvolgente l’essere del neo-gruppo giovanile dei verdi. Riponevate troppe speranze in quel partito che è tutto fuorchè ciò che il genio di Alex Langer aveva in mente.
    Vorrei dare un consiglio a Simon Pezzutto: quando intervieni nei blog cerca di informarti sulle persone con qui discuti prima di attaccarle. Valentino ed i suoi amici di bbd sono coloro che si avvicinano di più all’ideale langeriano, quindi da verde quale dichiari essere dovresti capire le loro ragioni e forse addirittura esseregli d’accordo.
    Mi permetto di far notare che non è carino che un postetnico come ètranger schernisca chiunque abbia difficolta, benchè minime, ad esprimersi in una lingua. Migliaia di italiani in Alto Adige vorrebbero avere nelle scuole italiane degli insegnati validi che insegnino a parlare bene il tedesco, e riuscire a parlare in tedesco come Davide Orfino parla in italiano sarebbe un enorme traguardo!
    Un saluto
    Jacò Meridiano
    vice-Presidente Provinciale di Azione Giovani Alto Adige, Dirigente Provinciale di Azione Studentesca Alto Adige ed EX Presidente della Consulta Provinciale degli Studenti per la scuola in lingua italiana

  51. scusa ètranger ho scritto “…sulle persone con qui discuti prima di attaccarle.” anzichè “sulle persone con cui discuti prima di attaccarle.”
    Sarò spacciato per l’eternità! Ahime ora tutti mi riconosceranno come colui il quale motto era: “della lingua italiana me ne frego!”

  52. @ Meridiano:

    Io non schernisco chi non sa usare la lingua italiana. Ma mi diverte che a strapazzare la lingua italiana sia proprio colui il quale fa dell’italianità e della battaglia per la difesa dell’identità nazionale un cardine della propria attività politica. Altrimenti starei zitto e sopporterei in silenzio questo tipo di violenza.

    A proposito: nel testo da te redatto in precedenza si trova anche questa frase:

    Valentino ed i suoi amici di bbd sono coloro che si avvicinano di più all’ideale langeriano, quindi da verde quale dichiari essere dovresti capire le loro ragioni e forse addirittura esseregli d’accordo.

    Avresti dovuto scrivere così:

    Valentino ed i suoi amici di bbd sono quelli che si avvicinano di più all’ideale langeriano, quindi da verde quale dichiari di essere dovresti capire le loro ragioni e forse addirittura essere d’accordo con loro.

    Abbi pazienza. Sai, è più forte di me.

    Meno bandiere, meno corone di fiori agli ossari e più vocabolari e grammatiche ragazzi!

  53. @ ètranger:
    Sono contento che tu ci sia cascato… Purtroppo per te sul vocabolario non si trova scritto che “essergli d’accordo” e “essere d’accordo con loro” voglia dire la stessa cosa. Anche se la mia espressione è usata raramente non vuol dire che sia sbagliata.
    Io preferisco: Più bandiere (possibilmente il tricolore), più corone di fiori agli ossari e più insegnanti (soprattutto di tedesco) validi nelle scuole!
    Abbi pazienza. Sai, è più forte di me.

  54. dimenticavo: “dichiari essere” o “dichiari di essere” la preposizione “di” in questo caso è omettibile.

  55. Meridiano, non aggravare la tua posizione. Se tu scrivi una roba simile:

    … quindi da verde quale dichiari essere dovresti capire le loro ragioni e forse addirittura esseregli d’accordo.

    te ne devi assumere le responsabilità. Capire le LORO (plurale) ragioni… essere d’accordo con LORO (plurale). Nix GlI. E poi “essergli d’accordo” non si dice. Si dice “essere d’accordo con lui”. Fidati.

  56. Io mi assumo tutte le mie responsabilità e non aggravo affatto la mia posizione spiegando che, in linea teorica, avresti ragione nella tua affermazione. Ma in realtà, oggi, non c’è alcuna ragione di adottare nello scritto forme diverse da quelle adottate nel parlato. Per cui “gli” è adottabile sia per il singolare che per il plurale. Ebbi una discussione con un mio professore per questo motivo… la spuntai!
    P.S. “So che sei insegnante ma questo non vuol dire che tu abbia sempre ragione.” Comunque nulla di personale! Chi mi conosce bene sa che ho fatto di questa frase un mio motto quando frequentavo le scuole superiori.

  57. “Non c’è alcuna ragione di adottare nello scritto forme diverse da quelle adottate nel parlato” è una frase tipo: non c’è alcuna ragione di adottare nel basket regole diverse da quella adottate nel calcio: sempre due sport di squadra sono. Ah, che decadenza!

  58. Per cortesia, la smettete?

  59. Perché?

  60. Ist schon lustig, jetzt will uns (jungen Grünen)ein dahergelaufener AN-ler erklären was dem Geiste Langers entspricht und was nicht…die sollten erst mal dem Geist (Mussolini) ihrer Geschichte, abschwören!

    LG Michi

  61. [...] Schüler und Blogger, geboren am 2. Oktober 1989 in Brixen-Bressanone-Persenon, wohnhaft in Bozen-Bolzano-Bulsan, wo er die Geometeroberschule besucht. Seit 2006 als Mitglied des Landesschulrates (einziger Vertreter der italienischsprachigen Schüler) und stellvertretender Vorsitzender des Landesbeirates der Schüler/innen für die italienische Schule beschäftigt. Mitbegründer des „Brennerbasisdemokratie“-Netzwerkes — Denkfabrik für ein anderes, postethnisches und unabhängiges Südtirol — und der Webplattform „Mehrsprachigkeit-Plurilinguismo“, ein Sprachlabor für Südtirol. Beobachter der gesellschaftlichen und kulturellen Realität unseres Landes, si batte per il superamento dello status quo in Sudtirolo, affinché la percezione del territorio, dell’identità e della storia locale — soprattutto tra i giovani — si orienti gradualmente verso quel „Gesamtsüdtirol“ indiviso che fu tanto caro ad Alexander Langer (vedi). [...]

  62. fatemi ben capire…

    sono capitato sul blog percaso, cercando qualcosa di attuale sui YGS (e non sbranatemi perchè uso l´acronimo inglese) com´è che dopo tutte le critiche ai YGS trovo il proprio il loro simbolo vicino alla foto dell´autore del blog? sarà che non capisco niente di politica…

  63. Caro masterplan!

    Accanto alla mia foto (in questa pagina) non trova il simbolo dei YGS, ma il logo della “bicicletta” Verdi-Grüne-Vërc + BürgerListeCiviche, per la quale sarò candidato alle provinciali. I due soggetti (secondo quanto definito per statuto dagli stessi YGS) non coincidono; i Giovani Verdi rivendicano da sempre la propria indipendenza rispetto al movimento verde “degli adulti”. Decisione discutibile ma che rispetto. Ricordo inoltre che la mia candidatura con Nadia non è espressione dei YGS, bensì del Grüner Rat.

    In questi giorni ho conosciuto alcuni di loro; avremo sicuramente modo di collaborare per la campagna elettorale, ma su livelli diversi. La critica “di contenuto” che mossi allora è tuttora validissima. Anzi, tutt’al più in questa fase pre-elettorale urge che si ponga l’accento sul deficit “culturale” riscontrato allora. Il diretto interessato — Simon Pezzutto, che ho avuto il piacere di conoscere personalmente — non mi ha ancora risposto… (vedi)

  64. grazie della risposta, mi interesso soppratutto dell´aspetto ideologico dietro le candidature dei giovani (in generale) perche – se mi è permesso dire, anche dato che non è passtao moltissimo tempo da quando avevo all´incirca la stessa etá – è bello vedere qualcosa “dietro le facciate” con tutti gli slogan vuoti che siamo costretti a subirci…

    e visto che ci siamo complimenti anche per il blog :-)

    in bocca al lupo

    ariane abate

  65. Grazie Ariane, crepi il lupo! ;-)

    Abate… parente della carissima Michaela?

  66. sorella maggiore :-)

    buona notte…

  67. Aggiornamento @ Simon Pezzutto.

    Tra le reazioni a Carlo/Karl Berger nel post “Identité” (vedi), ho calcato molto sul concetto di Gesamtsüdtiroler esposto da Alexander Langer nel contributo “Identitätsstiftung in Südtirol” reso pubblico in un convegno su Andreas Hofer, nel 1984 a Innsbruck:

    »Alternative Identitätsstiftung. Gerade weil die Identitätsproblematik in Südtirol eine so tiefgreifende und weittragende Wirkung hat, muss auch ein konkurrenzfähiges alternatives Konzept einen Begriff möglicher Sudtiroler Identität erarbeiten und zur Diskussion und zur Erprobung stellen. Dieses Konzept heißt für uns, stichwortartig, der/die ungeteilte Gesamtsüdtiroler/in : jener Mensch, der Südtirol als mehrsprachiges und plurikulturelles Land akzeptiert und möglichst positiv erlebt; das Zusammenleben mehrerer Sprachen, Kulturen, Traditionen, Geschichtsverständinisse u. dgl. als Bereicherung annimmt und jedenfalls nicht ignoriert und zu verdrängen oder niederzukämpfen sucht; in diesem Zusammenleben – bei aller Wahrung der geschichtlich gewachsenen Sprachgemeinschaften, die ja nicht einfach in den Schmelztiegel sollen – auch Chancen zur gegenseitigen Beeinflussung, zum Aufeinander-wirken-lassen wahrnimmt; und darin sogar einen Vorteil gegenüber der gewiß weniger komplizierten Einsprachigkeit etwa in Nordtirol oder im Trentino sieht. Ein/e so verstandene/r Gesamtsüdtiroler/in lebt in einem Land, dessen staatliche Zugehörigkeit als sekundär empfunden werden kann, wenn der sprachliche und kulturelle Pluralismus, das Existenzrecht aller Sprachgruppen und Personen, die demokratische Selbstregierung der gesamten Bevölkerung anerkannt und abgesichert sind – ohne gegenseitige Übervorteilung oder Verdrängung. Dazu braucht es ein Land, das sich nicht als vorgeschobenes Bollwerk des Südens oder des Nordens, des Deutschtums oder der Italianità versteht, sondern als ein Land der Begegnung und der Brücken – übrigens in der besten tirolischen Tradition – und in dem eine Kultur des Zusammenlebens entwickelt und erprobt wird. Auf eine so verstandene und praktizierte Identität könnte man sicher nicht weniger »stolz« sein als auf die derzeit verordnete. Schade, daß sie in Südtirol derzeit verboten und gesetzlich gebannt ist. Aber den versuch könnte man trotzdem machen.« A. Langer, „Identitätsstiftung in Südtirol”, Vortrag beim Seminar »Andreas Hofer – Analyse eines Mythos«, Ibk 1984 (Quelle/fonte: „Aufsätze zu Südtirol 1978-1995 Scritti sul Sudtirolo”, Hrg. Siegfried Baur/Riccardo Dello Sbarba, „Alpha&Beta”, Meran|o 1996)

    Di tutta risposta, Karl/Carlo Berger ha postato l’intervento “Perché vado al Brennero e cosa andrò a dire” sempre di Alex Langer (1991):

    »Dirò infine ai tirolesi austriaci, così come l’abbiamo sempre detto ai trentini, agli italiani, agli austriaci, ai bavaresi ed a tutti quelli che si interessavano del Sudtirolo, che siamo contenti se vorranno prendere parte alle nostre vicende e rinsaldare vecchi legami e nuovi rapporti, ma che non possono nè fingere che il Sudtirolo sia abitato solo da persone di una lingua, ignorando ed a volte irritando i nostri conterranei e fratelli di altra lingua, nè ritenersi loro padroni di questa terra che – in senso morale e culturale – non “appartiene” nè all’Austria, nè all’Italia, nè al Trentino, nè al Tirolo austriaco, ma alla gente che ci vive. La quale – a grande maggioranza – non ha nessuna voglia, oggi, di farsi dividere da artificiose (ed inesistenti) alternative o invadenti presenze esterne che vorrebbero tirarci più a nord o più a sud o che propongono nuove spartizioni. Mentre ha gran voglia di sviluppare la propria vocazione alpina, pluri-culturale, autonomistica ed europea, lavorando a superare frontiere e divisioni piuttosto che spostarle o addirittura introdurne ex-novo.«

    Eppure sono contrario a uno ’sbilanciamento’ del Sudtirolo sul Nordtirol/o, tanto quanto a uno ’squilibrio’ verso l’Italia. Insomma, a parole povere: non sono favorevole a spostamenti territoriali/di confini per ottenere “Ein Tirol” ma semmai miro ad “Ein Südtirol/Alto Adige” della “pacifica convivenza” – di cui molti si riempiono la bocca, ma pochi hanno le basi teoriche. Allora perché questo grande equivoco?

    Qualche mese fa, in un commento firmato “Calander” pubblicato sul forum del movimento “Jent Ladina Dolomites”, si contestava ai Verdi la mancanza di sensibilità nei confronti delle tematiche identitarie:

    Le ponsiert dai Verc é bun, mo al ô ince ester atres coses: economia, lingaz, cultura, patria…..Les etnies é emportantes, eres á caraterisé l’Europa, eres é na richeza por l’Europa. L monn é toronn, nia mat vert…

    Così gli risposi:

    I Vërc-Grüne-Verdi hanno buone idee ma, dato il loro proverbiale idealismo, spesso e volentieri non riescono a concretizzarle. Inoltre, a partire dalla morte di Alexander Langer, tendono a trascurare qualsivoglia progetto culturale che promuova una territorialità davvero “interetnica” quale nuova espressione di un’identità “indivisa” sudtirolese, alpina ed europea (rappresentata da chi non vuole identificarsi nei contrapposti nazionalismi) aldilà dei caratteri linguistici dei singoli, senza però mettere a rischio gli idiomi stessi – ladino in primo luogo, italiano e tedesco. Diversi esponenti verdi temono che (parlando di “patrie” anche legittime come quella ladina) si possa sconfinare nel campo dei conservatori. Credo invece che una riflessione in tal senso non solo sia auspicabile, bensì indispensabile affinché i presupposti per un Sudtirolo solidale rispetto anche all’ipotesi di una Ladinia unita e indipendente possano crearsi, senza lasciare in mano all’SVP e alle destre il vostro destino.

    Chiedendo pari dignità e diritti per i Ladini delle Dolomiti, non si perda dunque di vista una
    prospettiva globale e “sprachübergreifend” per costruire un futuro insieme nell’Europa delle regioni.

    La differenza di approccio tra me e p.es. i YGS sta nella ricerca o meno di un’identificazione nel territorio sudtirolese (ovvero nell’”altro”) per scardinare la tipica percezione “nazionalista” degli stati (appunto) nazionali. Da sempre credo sia importante cercare prospettive comuni e non di mera contrapposizione – wir Italiener, ihr Südtiroler - e per questo motivo BBD vedeva nella modifica della cornice istituzione l’opportunità per superare la semplice “convivenza” e formare una cittadinanza sudtirolese autenticamente postetnica ed europea. Sono convinto che nel contesto di un apprendimento propositivo e diffuso delle lingue, una sintesi dell’esperienza dei “singoli” (in cucina per gli uni, in montagna per gli altri etc.) capace di non mettere a rischio le peculiarità culturali dei gruppi linguistici “tradizionali” (ladino, tedesco e italiano) con le proprie vicende storiche, sia l’obiettivo verso il quale chiunque desideri un “nuovo/altro Sudtirolo” debba orientarsi.

    Per questo ho proposto il lucidissimo testo di Alexander Langer, poco compreso dalla stragrande maggioranza persino dei suoi lettori, tanto che tu, caro Simon Pezzutto (pur sapendomi accanito oppositore delle destre), mi consideri un sostenitore “dell’Ein Tirol“. La scrittura di Langer aveva raggiunto un livello tale da elevare le sue argomentazioni “al di sopra della realtà” (anche giuridica) di questa provincia. In alcuni casi, lui (uomo “di legge”) pare non preoccuparsi di confini o nazioni, di statuti o carte costituzionali. Al centro c’è la persona, le sue sensibilità, la visione del proprio territorio e del mondo circostante. Su di essa lavorava Alex Langer, rendendo i confini impercettibili, eterei, mobili.

    Ma non preoccupatevi. Il Sacro confine resterà per sempre immutato. Nel caso dell’autodeterminazione, se il Sudtirolo fosse il lastrone di un selciato “europeo”, anziché alzarlo da terra per disincastrarlo dal proprio contesto (mantenendolo integro come sarebbe giusto fare), i sudtirolesi iperetnici lo spingerebbero a scontrarsi con le lastre in pietra collocate attorno ad esso, onde allontanarlo semplicemente in una direzione tanto da mettere in serio pericolo la stabilità del selciato stesso e della lastra sudtirolese, gravemente danneggiata su una lato. Per salvarsi da un danno irreparabile, dovrebbe sovrapporsi alle altre, in particolare a una (quella nordtirolese), ma in una posizione alquanto instabile, che ricorda i lavori di posa del selciato a inizio secolo, quando cadde la catasta di lastroni “asburgici”, oppure il breve periodo nel quale venne sistemata sopra a quella trentina.
    Equilibri che (come s’è visto) non durano a lungo.

  68. Simon, wie du mit Valentino umspringst, erinnert mich an die Stalinisten.

  69. [...] Aveva ragione l’amico Mateo Taibon: una parte dei Young Greens Southtyrol (YGS) porta avanti metodi stalinisti. Nelle ultime ore ne sono stato vittima. La colpa? Un post pubblicato su Blaun, nel quale attaccavo il “metodo young greens“, non certo le persone in sé. Ebbene: un sistematico allontanamento da ogni struttura “virtuale” dei YGS ha fatto seguito alle mie dichiarazioni. Sono stato eliminato (senza neanche degnarsi di avvisarmi) dall’elenco dei membri di “gruppi” ad hoc creati dai YGS sulle piattaforme “Facebook” e “StudiVz”, cui ero iscritto da tempo, nonché dalle amicizie (sempre virtuali) con Simon Pezzutto e Michi Hitthaler, eliminato come coautore del blog ”jgs-gvs“, dove hanno cancellato il link a Blaun. Ora mi chiedo quale membro effettivo si sia arrogato il diritto di eliminarmi; secondo lo Statuto dei Young Greens [...]


Leave a Reply