bbd = Süd-Tiroler Freiheit?
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Brennerbasisdemokratie = Süd-Tiroler Freiheit?
Valentin[o] – Am 2. Oktober 2007 um 15:16 Uhr
Mario Krosta. Valentin[o] e Gabriele, la domanda a Valentino Liberto non era un’insinuazione, ma una domanda breve e sincera, senza secondi fini, per una risposta breve e sincera, senza secondi fini, che ritengo molto chiarificatrice. Valentino Liberto ha press’a poco l’eta’ di Sven Knoll, entrambi non vogliono un Alto Adige italiano, quindi che cosa li divide veramente? Come si fa a immaginarsi sempre delle trappole dietro alle domande? Valentino, svegliati, che te ne domanderanno anche di peggio adesso che sei impegnato in politica. Non vedere trappole dappertutto, spiegati e basta. E’ tanto difficile? Valentin[o], perche’ non stai con la Klotz?
Étranger. Urca! Valentino, Mario ti ha alzato la palla per la schiacciata. Adesso abbiamo l’occasione di far capire a tutti (veramente) che cosa distingua la nostra piattaforma da un movimento come Südtiroler Freiheit. Non farti sfuggire il punto!
Chissà quando ha il compleanno Sven Knoll, speriamo non oggi!
Certo, entrambi siamo all’incirca diciottenni ed entrambi facciamo parte di “movimenti” politici o culturali nati da poco. Sia Süd-Tiroler Freiheit che Brennerbasisdemokratie guardano “con interesse” ai giovani e ne vedono la presenza attiva. Ma allora qual’è la differenza fondamentale? Cosa ci divide dagli attuali detentori del termine Selbstbestimmung?
La prospettiva nella quale opera la piattaforma è di “evoluzione” [cioè di cambiamento positivo, in avanti] dell’Alto Adige-Südtirol, a partire dal nome stesso. Puntiamo ad un “nuovo Sudtirolo” indiviso, ovvero di chi non si accontenta della “convivenza” fine a sé stessa bensì desidera una contestuale normalizzazione del quadro politico, sociale, economico e culturale di questa terra, rinnovata appunto in chiave post-etnica non solo nelle “identità” ma anche nelle sue istituzioni. Un cambiamento profondo ma assolutamente né precipitoso né tantomeno traumatico, nella direzione dell’autogoverno, della democrazia di base, del superamento definitivo di barriere linguistiche attraverso l’esercizio reale del plurilinguismo a scuola, da parte dei media, nei servizi etc., dello sdoganamento dei ladini dallo status di “terzo incomodo”, di una storia nella quale tutti si riconoscano, dell’annullamento di disagi fittizi o meno… ciò rinunciando a Vienna e a Roma, allo Statuto e alla Corte Costituzionale, al “Sammelpartei” e al “partito degli italiani”. La capacità dei giovani di incontrarsi, dialogare e confrontarsi è il vero motore dell’evoluzione post-etnica, capace di costruire una cittadinanza accomunata non dalla madrelingua ma dall’essere nati QUI, tra le Dolomiti e l’Ortles.
Süd-Tiroler Freiheit vuole l’”involuzione” [negativa, indietro] del “Süd-Tirol” attraverso la sua annessione all’Austria, da eseguirsi il più presto possibile. Con essa si ripresenterebbero i problemi già incontrati nel cammino verso l’Autonomia, costringendo gli “italiani” e i ladini” a costituirsi in enclavi etnicamente pure. Proporre la riunificazione del Tirolo e il conseguente (ri)allacciamento a Vienna equivale ad eludere la venuta del “futuro” e del “moderno” con una macchina del tempo. La Klotz guarda al passato con nostalgia, sostenendo la separazione come unica difesa da un’ipotetica contaminazione linguistica e culturale, valorizzando identità singole, scuole divise, storie separate, partiti etnici/di raccolta. Si creano pretestuose gerarchie tra chi è venuto prima e chi dopo. La seconda lingua diventa veicolo per non farsi prendere in giro nella professione o nella vita privata; i giovani sono presi in giro, perché anziché crescere con la propria testa sono costretti a seguire ciecamente le orme degli antenati. Ma anche la SVP non è da meno: la retorica salvaguardia dell’identità sudtirolese mantiene intatto lo status-quo e quindi il potere politico dell’Edelweiss, costringendo i propri cittadini a vivere nella preistoria e ad essere governati da dinosauri. Poi c’è AN/Azione Giovani, versioni italiche di Südtiroler Freiheit. Ma loro “vogliono l’Alto Adige italiano”, quindi a Crosta vanno bene…

“Poi c’è AN/Azione Giovani, versioni italiche di Südtiroler Freiheit.”
Ahi ahi Valentino… non sai quanto questa frase mi faccia male! Soprattutto detta da te… mi sembrava che con quell’interminabile discorso fatto durante quell’interminabile viaggio (Civitavecchia – Bolzano) ti avessi fatto capire quanta differenza vi sia tra l’attuale presidenza di AN (che è sostenuta da una minoranza di persone all’interno del partito) e la quasi totalità di Azione Giovani!
Lasciamo gli estremismi agl’estremisti(Südtiroler Freiheit, UFS, Unitalia e Urzì ma non AN e tantomeno Azione Giovani).
Scusa ma la precisazione mi stava a cuore.
Caro (anzi: carissimo) Jacò,
innanzitutto, benvenuto sulla piattaforma [Blaun]! Ti ricordo che questa rubrica resta pur sempre una costola del progetto [bbd], quindi il tuo intervento è come se fosse postato di là
Beh, in effetti non posso darti del tutto torto, mi sono fatto prendere la mano nella parte sopraccitata. Il mio riferimento, però, è a personaggi chiaramente equivoci presenti all’interno sia di AN che di AG, quali p.es. il nostro Orfino (difeso dal sottoscritto, in un primo tempo), autodefinitosi custode dell’Italianità di Vipitenum e del Sacro Confine. In proposito, la manifestazione annuale di AN al Brennero (per intenderci, la deposizione di una corona presso il cippo in marmo, a cui prende parte anche AG, o sbaglio?) ha un sapore pressoché analogo al cartello “Südtirol ist nicht Italien” posto hingegen da Eva Klotz & co. sull’Ingiusto Confine.
Da ambedue le parti, il “Confine” viene visto come una forte presenza, quando altro non è che uno spartiacque alpino. Il confine con annessi e connessi non c’è più, diamine! E il gesto di Holzmann (che stimavo) il quale depone fiori sulla tomba di Tolomei (un fascista, null’altro!!!), rapportato al party di San Paolo organizzato anch’esso ogni anno dagli Schützen in onore dei bombaroli, ha la stessa carica di estremismo e le sembianze di una colossale pagliacciata.
La frase era forte, vero, la tua precisazione dovuta, vero, ma il succo della questione è tale e quale: gran parte di AN fatica, nonostante nobili tentativi, a distanziarsi dalla sua posizione oltranzista, mentre AG è tuttora ostaggio della dirigenza.
Il valore della discussione Bolzano-Civitavecchia resta cmq inestimabile
Quanto detto da Valentino (“Poi c’è AN/Azione Giovani, versioni italiche di Südtiroler Freiheit.”) come a Jacò Meridiano da fastidio anche a me. AN/AG non sono le versioni italiane della Suedtiroler Freiheit. Noi, lo abbiamo detto sempre, siamo per la pacifica convivenza tra italiani e tedeschi. Ma questa pacifica convivenza non può penalizzare gli italiani, come già avviene oggi per colpa delle sinistre che governano la nostra provincia insieme alla Svp. La Suedtiroler Freiheit invece è un partito anti-italiano, noi anti-tedeschi non lo siamo mai stati!
Davide carissimo, il fatto che intervieni anche qui e che Valentino ti ospita e’ per me fonte di grande gioia. Se non vi parlate fra giovani, anche di idee opposte, come farete a costruire un Alto Adige / Südtirol come si deve? Ho letto dalla Failla un commento di A S S U R D O (anche se per me e’ l’anonimato che rimane un’assurdita’…) che dice che l’Italia e’ vecchia, sempre piu’ piena di vecchi. A me vengono in mente le Finocchiaro e le Sereni e altre vampire del genere che escono dalle tombe, mentre voi di belle ragazze li ne avete da conquistare parecchie. Non escluso qualcuna della… Südtiroler Freiheit (perche’ no?). Continuate a frequentarvi sui blog e magari anche fuori, scannatevi pure (si fa per dire) nelle discussioni, ma discutete. Perche’ sono convinto che quando io non ci saro’ nemmeno piu’, voi sarete in Consiglio Provinciale o in Parlamento ancora a discutere e spero che vi ricorderete di me davanti ad un bel calice di Pinot Bianco di terlano / Terlaner Weissburgunder…
Il mondo vi sta davanti, c’e’ solo da prenderlo in mano e farlo andare dove deve.
A proposito di colossali pagliacciate al Brenner[o]:
http://www.brennerbasisdemokratie.eu/?p=973
In tema di larghe vedute e qualsivogliano “liste nere”, ricordo a Orfino e Jacò che Gabriele Di Luca ha presentato recentemente il libro di Minniti [vedi]. Tanto per precisare.
La trasmissione piu’ bella della TV di regime e’ stata per me “Il rosso e il nero” di Michele Santoro. Tu e Davide eravate piccoli, non credo che abbiate potuto apprezzarla come hanno fatto invece tanti, sia a destra che a sinistra. Fu anche con l’aiuto di quella trasmissione che metteva a confronto destra e sinistra su temi diversissimi (ma senza insultarsi reciprocamente) che Fini e Bertinotti risultarono le forse politiche emergenti (e non piu’ minoritarie e isolate) delle elezioni che segnarono la scomparsa del cinquantennio democristiano. Abbiamo bisogno di una destra e di una sinistra forti e moderne, capaci di discutere seriamente da posizioni diverse e di approfondire quindi la conoscenza dei problemi per aiutare a risolverli. Demonizzare chi la pensa in modo opposto non ha senso soprattutto nella vostra terra dove ci sono tre etnie che hanno diritto allo stesso Paese. Quando la si smettera’ di etichettare l’altro allo scopo di offenderlo, forse si riuscira’ a capirlo ed a farsi capire. Non e’ escluso che su molti temi concreti si possa poi agire insieme ed ottenere risultati. Non c’e’ solo la presentazione di quel libro a dare un esempio, ma anche l’azione Kury-Minniti per il canile di Plaus. E spero se ne possano aggiungere dieci, cento, mille altri.
Grazie sia x il benvenuto sia x la tua precisazione!
Le azioni della Südtiroler Freiheit e quelle di AN hanno una sottile ma sostanziale differenza. Infatti come hai detto tu noi siamo x un Alto Adige ITALIANO ma BILINGUE (e perchè no, anche TRILINGUE), Südtiroler Freiheit invece è x un Oesterreichischer Suedtirol e basta! Quindi la nostra deposizione al cippo è per ribadire, un Alto Adige ITALIANO ma senza nessunissima pretesa di cancellare nulla che sia sudtirolese!
X quanto riguarda Tolomei fascista… non ne sarei così sicuro… ti ricordo che l’incarico lo ricevette da Giolitti… ma questa è un’altra storia!
X il resto io non mi sento un estremista e penso che chi mi conosce sappia che non lo sono!
Ti saluto e spero di avere l’occasione ed il tempo x ricapitere su questa piattaforma, che anche se costola, mi piace più dell’altra!
Io penso che quelli di S-Tirol Freiheit siano, anche loro, per un territorio plurilingue. Solo: loro al posto dell’Italia vorrebbero vedere l’Austria. Quindi la differenza non è né sottile, né tanto meno sostanziale. È una differenza che riguarda solo la prevalenza ufficiale di una lingua sull’altra. Tutta roba che risale a dibattiti della prima metà del secolo scorso. Evolvetevi.
Caro il mio Etranger mi sa che ti sei perso qualcosa! L’evoluzione c’è stata eccome! Infatti sono lontani i tempi della frase “Siamo in Italia, si parla in italiano!”. Abbiamo fortunatamente perso quel lato di MSI che a quei tempi poteva andare bene ma che adesso risulta quanto mai obsoleto e assurdo!
Ti faccio notare fra il resto che hai consigliato di evolversi al partito che si è evoluto maggiormente in Italia… se in bene o in male potremmmo stare qui anni a parlarne ma si è pur sempre evoluto!
Jacò, allora fate uno sforzo: la frase “Siamo in Italia si parla italiano” deve essere RIGETTATA completamente, cioè non deve rimanere in piedi neppure quel “SIAMO IN ITALIA”. La mia proposta è: SIAMO QUI E CERCHIAMO DI PARLARE IN TUTTE LE LINGUE CHE SI PARLANO QUI. Pensi che ce la farete?
In ladino sarà un po’ difficile, ma forse ci proveranno
Vedi Etranger… La tua frase la possiamo, anzi la diciamo! Ma x noi il fare parte dell’Italia è un punto fermo! Ma questo non è certo come dici tu per “la prevalenza ufficiale di una lingua sull’altra”. Non è assolutamente x questo! La nostra appartenenza all’Italia è solo ed esclusivamente per motivi patriottici! Io sono e mi sento italiano e preferisco che la mia terra, dove si parlano 3 lingue, continui a far parte dell’Italia! Non penso ci sia nulla di scandaloso o retrogrado nel mio pensiero!
No, Jacò. Non c’è assolutamente nulla di scandaloso. Ti ho solo un po’ stuzzicato, ma la tua reazione è ottima. Anch’io sono convinto che l’Italia sia un grande paese e non ho nessun problema con la mia “identità” nazionale. Il mio è un discorso del tutto diverso. Forse un giorno, frequentando questi paraggi, capirai.
Jacò Meridiano, con tutti gli emigrati che abbiamo avuto, oggi ci sono piu’ Italiani fuori d’Italia che dentro. Io sono fra quelli, da dodici anni abito in Polonia, con permesso di soggiorno stabile ottenuto in 24 mesi. Abbiamo esportato la nostra civilta’ in tutto il mondo ed in tutto il mondo abbiamo imparato a convivere con le civilta’ del posto. L’ho gia’ scritto altrove: siamo come i pesci nel mare. Una volta pagavo le tasse della mia terra in Sardegna nella mia terra in Sardegna. Adesso pago le tasse della mia terra in Polonia nella mia terra in Polonia. Far parte di questo o di quello… forse una volta ci credevo anch’io, ma ti posso assicurare che preferisco sentirmi parte di qualcosa di sempre piu’ ampio ed ambizioso del cortile in cui sono nato, poi della parrocchia, poi del quartiere, poi del comune, poi della provincia, poi della regione (scusa la noia della scala, ma e’ lunga di suo…), poi dello Stato e poi dell’alleanza di questo Stato con altri ecc. ecc.
Oggi sono europeo, proprio stanotte hanno segato le sbarre bianche e rosse al confine vicino a casa mia, qualcuno ha tirato fuori delle bottiglie di vodka, ci mancava poco che buttassimo i passaporti nel cestino!!!! Guardiamo avanti! Non penso che ci sia nulla di scandaloso o retrogrado neanche nel mio pensiero! Ma secondo te, gli Inglesi che hanno fondato l’America si sentono Inglesi o Americani? A New York bevono il the alle 5 oppure mangiano tartine spalmate di burro di arachidi con sopra il ketchup come sanno fare soltanto oltreoceano? L’italianita’ me la porto dentro, e’ un valore bellissimo, qualcuno dice che bisogna averlo anche in mezzo alle gambe, ma non sara’ mai motivo di conflitto con nessuno. Anzi, che sia di esempio: impariamo bene almeno la nostra lingua, quella del vicino ed una internazionale!!!
@Valentin, adess parla el ladin mostrete che sie capach`da parle, can che sie in onda a ctritika i talian della zona per taliani di deusesima class! Freiheit für Südtirol deutsch!!!! Membro di i freiheitlichen, la parla.(CH und IT in CH, Rompe scatole,citt.doppio) son la stessa persona.. tension che la “crosta” de sora “cade del sas da Roccia” Saluti da un ladin…
Bella questa!
Posso provare anche qui?
Beh, qui almeno e’ andata meglio.
Il losco figuro ne ha trovato un altro…
Crosta, ho visto che si esalta a far faccine. Buon per lei, ma questo blog pratica censura mirata, quindi si contenga.
Non c’e’ soltanto questo blog a praticare la censura mirata, che e’ un diritto a cui ormai non si puo’ piu’ fare a meno. Speriamo pero’ che questo blog riesca a rispettare sempre il diritto di replica, che e’ una cosa difficile in campagna elettorale, ma non e’ impossibile. Sulle faccine prometto che mi conterro’. Ma andrei anche oltre. Non saro’ certo io a farti da intoppo in Blaun, anzi. Non ho mai fatto mistero di tenere alla riapertura, ma se per una tua maggiore tranquillita’ lo desideri potrei anche sospendere di inserire dei commenti fino a elezioni concluse, o anche per sempre. Basta dirlo e a patti chiari, amicizia lunga.
Ma cosa c’entrano elezioni o par condicio? Le ho consigliato di evitare lo spam con “faccine”, deleterio per la Sua stessa immagine – devo dire, già significativamente compromessa dalla ostinata permanenza sui blog sudtirolesi. Per il resto, Lei è responsabile delle sue azioni, quindi è libero di scrivere ciò che le pare (nel limite della decenza).
Torniami ai contenuti please.
Deleterio? Non ho mai ricevuto tante pacche sulle spalle dagli amici altoatesini del vino come da quando frequento alcuni blog della vostra provincia. Ma qui da te ci risentiamo semmai dopo le elezioni, che ti impegneranno moltissimo e preferisco non distogliere neanche per un secondo la tua attenzione. Stammi bene.
Vi ricordo che gli italiani in Sud Tyrol sono IMMIGRATI mandati dal fascismo per “italianizzare” e snaturare il germanico e ladino sud tirolo. Il sud tirolo non è mai stato italiano (con la poca valenza etnica e culturale che il termine italiano ha, dato che sotto questo medesimo drappello condividono Piemontesi con Siciliani, Veneti con Calabresi, che sinceramente non so quante poche cose in comune abbiano…se non una lingua culturale IMPOSTA, e che si sono sempre combattuti e detestati fino a pochi decenni fa…), e non c’è bisogno di tirar fuori la romanità di 2000 anni fa (che romanizzò le popolazioni della penisola e di mezza europa, ma che non creò affatto un popolo o un’etnia italiana!) spazzata poi via dalle invasioni germaniche..quindi pretendere come fa AN che l’alto adige sia Italiano tentando di convertire all’italianità le popolazioni ladine e germaniche autoctone come già tentò il fascismo con azioni VERGOGNOSE e razziste, secondo me è ingiusto perchè gli autoctoni sono loro e non gli “italiani” (veneti e meridionali sarebbero della stessa “etnia italiana”?uahahah)che sono arrivati dopo. Cordiali saluti
Bravo Ludovico. Il tuo intervento non serve assolutamente a nulla, ma ogni tanto è bello sfogarsi. No?