Verfasst von: Valentin[o] | 30. Juli 2008

Standby.

Raccolta dei pomodori a San Pietro Vernotico (BR). Foto di Valentino Liberto.

Raccolta dei pomodori in un campo confiscato alla criminalità organizzata e gestito dalla cooperativa »Terre di Puglia, Libera Terra« presso San Pietro Vernotico, in provincia di Brindisi. Foto: © Valentino Liberto, Consulta provinciale degli studenti

Giovani al lavoro in terreni confiscati alle mafie: presentazione il 1° agosto

Jugendliche bearbeiten ehemalige Mafia-Flächen: Projekt wird vorgestellt

Verfasst von: Valentin[o] | 16. Juli 2008

Libera Terra in libero Stato.

La notizia è piombata stamane in regione, lasciandoci sgomenti nonché enormemente rattristiti: sul Nanga Parbat, il grande scalatore gardenese Karl Unterkircher (nativo di Sëlva-Wolkenstein, presidente dell’Aiut Alpin Dolomites e Cavaliere della Repubblica, onorificenza conferitagli dal Presidente Ciampi) è andato incontro a un tragico destino, trovando la morte in un crepaccio. Alla sua famiglia e ad amiche e amici della Gherdëina-Gröden-Val Gardena (cui mi sento idealmente vicino) rivolgo commosso il mio pensiero.

Ulivi di Puglia, Roberto Spizzico.Col magone in gola per la scomparsa di Unterkircher, mi appresto a trascorrere dieci giorni assieme a un gruppetto di studenti altoatesini a Mesagne in Puglia, presso un campo di lavoro su terreni confiscati alla mafia (gestiti da “Libera Terra” - leggi qui) dove presteremo un servizio di volontariato, oltre a prendere parte a diverse attività di formazione. Un modo diverso di fare “vacanza”, forse più coscienzioso, certamente una proposta rivolta a pochi volenterosi. Fino al 28 luglio sarò dunque raggiungibile solo via cellulare (tutt’al più a tarda sera)…

Cari amici, ci rileggiamo a fine mese.
Buona estate a tuttià bientôt !

Libera è un’associazione fondata nel 1995 da Don Luigi Ciotti, che promuove e sostiene la cultura della legalità in opposizione all’oppressione praticata da tutte le mafie. In quest’ottica, l’associazione organizza una serie di campi estivi di lavoro, in modo che i comuni cittadini possano supportare fattivamente le associazioni e cooperative che, riconvertendo le proprietà espropriate alle mafie, si affiancano alle istituzioni nella lotta per il ripristino della legalità. La giornata tipo è scandita da 3 fasi: mattina dedicata al lavoro per il recupero dei beni confiscati; pomeriggio dedicato ad attività volte a conoscere il fenomeno mafia e le iniziative per combatterla; sera dedicata a conoscere territorio e società in cui si inserisce il campo. I campi si trovano in Sicilia, Calabria, Puglia, Campania, Sardegna e in alcuni casi hanno respiro internazionale, accogliendo volontari da tutta Europa.

Verfasst von: Valentin[o] | 8. Juli 2008

Fink tank für ein neues Südtirolo.

Andreas Fink.Accolgo con enorme soddisfazione la notizia della candidatura di Andreas Fink — portavoce dell’Antifa Meran[o] — assieme alle BürgerListeCiviche. Nella lista-”bicicletta” verde e civica, si sta profilando un team di giovani impegnati nelle Consulte studentesche provinciali nonché in movimenti culturali plurilingui, potenzialmente capace di riavvicinare le nuove generazioni al progetto di un “altro” Sudtirolo indiviso, più democratico e solidale. Nei prossimi mesi, Nadia Degasperi, Michaela Abate, Andreas Fink ed io daremo un forte segnale in tal senso, tentando di portare alla ribalta del dibattito politico sudtirolese (in un’ottica interetnica, ecosociale ed europea) temi quali la partecipazione giovanile, il plurilinguismo a scuola, una storia “condivisa”, la lotta agli estremismi contrapposti e al clima di paura generato dalle destre locali.

(Pressemitteilung: Valentino Liberto)

Heiss, Liberto, Lobis, Degasperi.

Lo so… è scritto un po’ in politichese. Ma stamane, al termine della conferenza stampa dei candidati delle Bürgerlisten, ero davvero entusiasta nel sapere Andreas Fink sceso in campo assieme a me e Nadia. Mi sono intrattenuto oltre un’ora a discutere con lui e quando ci siamo congedati ero ancora più convinto di prima dell’importanza della sua presenza in lista. La candidatura di Fink era tra le cose che desideravo potessero accadere un giorno o l’altro. Beh… Alles Gute, Andreas!

Verfasst von: Valentin[o] | 4. Juli 2008

L’innominabile.

Klaus Wowereit.

Klaus Wowereit.

Ben pochi hanno fatto caso a questo significativo dettaglio. All’inaugurazione del contestato cubo (il Museion) che ospita la contestatissima rana, ci ha onorato della sua presenza Klaus “Wowi” Wowereit, ovvero il sindaco SPD di Berlin[o], la movimentata capitale multiculturale della Germania. Ebbene sì, proprio lui. Una sorta di Zapatero tedesco, distintosi alla stregua del premier spagnolo nella difesa dei diritti degli omosessuali e salito agli onori delle cronache internazionali proprio per essersi dichiarato lui stesso omosessuale in occasione della sua nomina a BürgermeisterIch bin schwul und das ist auch gut so!«), divenendo giustamente come d’incanto (con questo coming-out senza precedenti tra i leader tedeschi) il paladino dei “gay” di mezza Europa. Leggo su internet che in occasione del Christopher Street Day (il Gay Pride di Berlino) ha fatto innalzare dinanzi al municipio cittadino la bandiera arcobaleno, accanto al vessillo tedesco e a quello europeo, lanciando un evidente segnale di sostegno alla manifestazione e contro le discriminazioni omofobe. La sua immagine è tanto gradita ai germanici che si ritiene possa avere buone possibilità di essere eletto futuro Bundeskanzler, tesi suffragata dai sondaggi che gli accordano circa un 70% di preferenze. (Leggi anche qui).

Premesso che parlare di un primo cittadino “di Sinistra”, in Sudtirolo, è come ordinare degli arancini siciliani in un ristorante tipico della Pusteria (una vera idiozia), ma se Wowereit fosse sindaco di Bolzano-Bozen-Bulsan (eventualità che non mi spiace affatto), rilascerebbe mai una dichiarazione del genere?

Perchè da noi l’arte moderna può denigrare i sacri simboli religiosi mentre altrove ciò sarebbe del tutto impensabile e a nessuno passerebbe per la mente di mettere alla berlina qualche divinità? E’ vero che ogni opera d’arte ha una sua spiegazione, e ciascuno è libero di interpretarne il senso, ma francamente, questa risulta di difficile comprensione…

Luigi Spagnolli, sindaco di Bolzano, durante la conferenza stampa del 27 maggio 2008

Verfasst von: Valentin[o] | 4. Juli 2008

Spurlos verschwunden.

Chi l'ha visto?Tra il 2001 e il 2002, a Bolzano/Bozen, un nutrito gruppo di giovani dei tre gruppi linguistici si mobilita deciso in favore del plurilinguismo. E’ la brevissima seppur gloriosa e intensa parentesi de “Il Ponte-Die Brücke”, giornale bilingue curato da studenti superiori (tra i quali alcuni esponenti delle Consulte studentesche provinciali) e universitari. Nessuno sa che fine abbia fatto questo nucleo di intraprendenti e soprattutto l’entusiasmo che li muoveva. Lancio un appello ai lettori: vi prego, aiutatemi a scovare almeno un paio di loro! ;)

Scarica file in formato PDF: (1) (2) (4) (5) - Leggi tutto » Lies mehr…

Verfasst von: Valentin[o] | 29. Juni 2008

Lentius, profundius, suavius.

Maratona dles Dolomites.
«[…] Wie kann eine ökologisch verträgliche Zivilisation wünschbar erscheinen? “Lentius, profundius, suavius“, statt “citius, altius, fortius“. […] Bisher kann man das olympische Motto des “citius, altius, fortius” (schneller, höher, stärker) als die bestgelungene Kurzformel für den Inbegriff unserer Zivilisation ansehen: der Wettkampf ist nicht mehr die sportliche Ausnahme und Veredelung des Alltags, sondern der Daseinsgrund schlechthin. Wenn sich nicht die Überzeugung von der sozialen Wünschbarkeit des Gegenteils - “lentius, profundius, suavius” könnte man es formulieren: “langsamer, tiefer, freundlicher” - durchsetzt und als neues Wohlstandskonzept um sich greift, wird keine Einzelmaßnahme vor dem Mißachtung, Unterlaufen oder Austricksen sicher sein. […]» siehe

«[…] Come può risultare desiderabile una civiltà ecologicamente sostenibile? “Lentius, profundius, suavius“, al posto di “citius, altius, fortius“. […] Sinora si è agiti all’insegna del motto olimpico citius, altius, fortius (più veloce, più alto, più forte), che meglio di ogni altra sintesi rappresenta la quintessenza dello spirito della nostra civiltà, dove l’agonismo e la competizione non sono la nobilitazione sportiva di occasioni di festa, bensì la norma quotidiana ed onnipresente. Se non si radica una concezione alternativa, che potremmo forse sintetizzare, al contrario, in lentius, profundius, suavius (più lento, più profondo, più dolce), e se non si cerca in quella prospettiva il nuovo benessere, nessun singolo provvedimento, per quanto razionale, sarà al riparo dall’essere ostinatamente osteggiato, eluso o semplicemente disatteso. […]» vedi

Alexander Langer, „Toblacher Gespräche”/„Colloqui di Dobbiaco”, 01.08.1994

Maratona dles Dolomites.

Verfasst von: Valentin[o] | 20. Juni 2008

Mamma, li turchi!

Turchia 4 - 2 Croazia

Alla faccia di chi non li vuole in Europa… vedi: http://www.tff.org/default.aspx.

Tifosa turca 1.Tifosa turca 2.Tifosa turca 3.

Verfasst von: Valentin[o] | 17. Juni 2008

Il sergente nella neve.

Mario Rigoni Stern.Lo scrittore Mario Rigoni Stern è morto ad Asiago all’età di 86 anni (vedi); nel celebre romanzo autobiografico «Il sergente nella neve» narrò la tragica ritirata di Russia, cui prese parte come sergente maggiore del Corpo d’armata alpino.

Ho avuto il privilegio di conoscerlo qualche anno fa, nel corso di un incontro con gli studenti delle medie a Bolzano-Bozen. Scambiai appena qualche parola (ero un timido scolaro di terza), ma rimasi impressionato dalla semplicità con cui rispondeva alle domande di noi giovani lettori. Un nonno appassionato, sapiente, composto. Ne ricordo con profonda ammirazione la forza grazie alla quale raccontava all’Italia e al mondo le sue montagne, la sua (nostra) storia. Con invidiabile dedizione, non perdeva occasione per bacchettarci, rammentando gli errori passati. Le Alpi perdono il loro più grande estimatore, l’Europa un vero mentore. Le sue indicazioni continueranno ad accompagnarci, nel difficile cammino verso un futuro colmo di incognite e pericoli. Ma siamo certi di non essere soli. (VaL)

Verfasst von: Valentin[o] | 17. Juni 2008

Fundstück II. Avveniristi al contrario.

Tratto da Athesis/Polis (commento di Carlo Berger su SegnaVia)
Vedi anche: Athésis (o Athèsis… Athesìs…)

Può un innocuo cartello (ricollocato al Brennero da un noto gruppo folkloristico locale) generare cotanta banalità? Ebbene sì, in Alto Adige/Südtirol — o meglio: »Athesis, Land an der Etsch und im Gebirge / terra lungo l’Adige e fra i monti« — ciò è possibilissimo. E pensare che alcuni miei illustri concittadini pendono dalle labbra di avveniristi al contrario come questi. Con gente così, sperare in un “altro” Sudtirolo addirittura “postetnico” diventa anacronistico, se non impossibile. « Fundstück I. Scontro tra titani.

Verfasst von: Valentin[o] | 12. Juni 2008

Die Spechte der Mehrsprachigkeit.

Picchio rosso.

Ieri, presso l’osteria “Picchio” a Quirein/Bolzano, ho partecipato al primo dei “dialoghi del mercoledì”, una serie di appuntamenti organizzati dai genitori di “Mix-ling - Eltern für una scuola plurilingue”, associazione nata per favorire in Alto Adige-Südtirol l’evoluzione di un modello scolastico plurilingue: 1, 2, 3, 4, 5, 6. Tema della serata, un confronto con Verena Debiasi e Christine Tonsern sul loro progetto di mehrsprachige Schule à la sudtyrolienne. Tra i presenti (ca. una ventina di persone), Brigitte Foppa della Consulta dei genitori/Landesbeirat der Eltern e Riccardo Dello Sbarba, presidente del Consiglio Provinciale/Landtag.

Das Südtiroler Modell mehrsprachiger Schulen und Kindergärten. Lies mehr…

Verfasst von: Valentin[o] | 3. Juni 2008

Continuité.

Valentino Liberto und Nadia Degasperi.Continua da »Gegen Windmühlen kämpfen«
Siehe auch »Vola, colomba bianca, vola«
und die Berichte von Michi und Markus Lobis.

Grüne-Verdi-Vërc, assemblea provinciale: presentazione di una prima rosa di candidati per le elezioni provinciali del 26 ottobre (vedi/siehe)

[…] Die absolute Neuigkeit sind zwei achtzehnjährige, Vertreter der landesweiten Schülerbeiräte: Valentino Liberto ist Vizepräsident des italienischen Schülerbeirats und Nadia Degasperi ist Vizepräsidentin des deutschen Schülerbeirats. […]

[…] L’assoluta novità sono due diciottenni rappresentanti delle consulte studenti italiana e tedesca. Sono rispettivamente Valentino Liberto, vicepresidente della consulta studenti italiana, e Nadia Degasperi, vicepresidente della consulta tedesca. […]

Sintesi del nostro intervento alla Grüne Landesversammlung: Lies mehr…

Verfasst von: Valentin[o] | 28. Mai 2008

Gegen Windmühlen kämpfen.

Blaue Taube.

»[…] Il 25 giugno del 1994 uscì su “Cuore”, il settimanale satirico de “l’ Unità”, un suo breve pezzo dalle intenzioni serissime. Sotto il titolo «Voglio quel posto a Botteghe Oscure», l’articolo proponeva la sua autocandidatura alla segreteria del Pds, l’organizzazione che aveva raccolto sotto un nome diverso l’eredità del Partito comunista italiano, traumatizzato dal crollo dell’Unione Sovietica e dalla profonda crisi del comunismo internazionale: “Ci vuole una formazione meno partitica, meno ideologica, meno verticistica e meno targata «di sinistra». Ciò non significa che bisogna correre dietro ai valori ed alle finzioni della maggioranza berlusconiana, anzi”. In tale prospettiva, “un gesto rivoluzionario del Pds, quale quello di affidarsi ad una guida «esterna» (non ostile) per cultura e militanza, con la disponibilità ad utilizzarne appieno le potenzialità di rottura […] potrebbe mettere in moto una reazione a catena e restituire a molti tra coloro che oggi si sentono sconfitti e delusi un senso di riscoperta e di nuova motivazione a rimettersi in cammino” - vedi. Naturalmente, l’idea di affidare la guida del cambiamento a un “papa straniero”, capace proprio perché di un’altra “nazione” di agire con “candore, determinazione e libertà inedite”, non andò molto più in là di qualche articolo di quotidiano il giorno dopo. Eppure, quell’uscita a prima vista assurda […] aveva prospettato i caratteri essenziali di una possibile via di uscita […] perché a volte in politica le soluzioni non vengono da quelli che sono dentro e gestiscono il piccolo cabotaggio quotidiano, ma da chi, stando fuori, riesce a immaginare un più lungo tratto di strada. O almeno così pareva pensare Langer.«

Fabio Levi, “In viaggio con Alex”, Feltrinelli Editore, aprile 2007, pagg. 188-189

»Die berühmte literarische Gestalt Don Quijote erblickte in den Windmühlen riesenhafte Gegner, die er zum Zweikampf zu stellen trachtete. Daher bezeichnet die Redensart „gegen Windmühlen kämpfen“ heute einen aussichtlosen Feldzug gegen einen unveränderbaren Zustand. Miguel de Cervantes, der Schöpfer der Figur, schrieb dazu: „Windmühlen muss jeder erkennen, der nicht selber Windmühlen im Kopfe hat.“«

Wikipedia – L’enciclopedia libera, maggio 2008 (vedi)

»[…] Considero strategicamente migliore una scelta che t’impegni all’interno di un partito che non coincide esattamente con quello che tu sceglieresti cercando una maggiore adesione possibile ai tuoi desideri. Più importante è la “funzione ponte”, che si esercita non stando ognuno sul proprio (presunto) lato, ma “invadendo” il campo opposto e da lì cercando analoghe corrispondenze. I legami si stabiliscono così. Io non vedo alcuna controindicazione alla tua candidatura.«

Gabriele Di Luca su “[Blaun]”, 12 maggio 2008 (vedi)

»[…] Sehr früh habe ich begonnen mich für meine Umwelt zu interessieren und was in ihr vorgeht. Ich versuchte zu begreifen, warum Sachen so sind wie sie sind. Ich bin von Natur aus ein sehr neugieriger Mensch und wollte mich mit der Antwort „Es ist einfach so“ nicht zufrieden geben. […]
Sich aktiv am politischen Leben einzubringen ist oft eine intensive und Nerven zermürbende Arbeit. Hier ein Rückschlag, dort wird eine andere Sache nicht genehmigt, deine Vorschläge werden abgelehnt. Warum tue ich mir das an? Es sind die kleinen Momente, Augenblicke des Erfolges, die mich vorantreiben und die mir sagen, dass ich nicht aufgeben soll, dass ich mich weiterhin für meine Meinung und die der Anderen einsetzen soll. Und dann kann ich stolz sagen: Die Dinge sind eben nicht so wie sie sind!«

Nadia Degasperi su “[Blaun]”, 16 maggio 2008 (vedi)

 

 

Lies mehr…

Verfasst von: Valentin[o] | 5. Mai 2008

Orfino racconta il “suo” Alto Adige.

Karl Plattner, 'Die Entführung Europas / Il Ratto d'Europa', Europakapelle an der Europabrücke, Schönberg-Tirol.La settimana scorsa ho pranzato al “Grauer Bär” di Brixen-Bressanone con Davide Orfino, presidente di “Azione Giovani” a Vipiteno. Salito agli onori della cronaca per essersi opposto all’affissione in classe dell’immagine di una moschea, ingaggiato a difesa dell’italianità di Vipiteno, Orfino è noto per le numerose azioni a mezzo stampa con le quali chiede di fermare la “discriminazione degli italiani in Alto Adige”. L’incontro (tutto sommato amichevole) verteva principalmente sui Leitmotiv del nostro giovane attivista mistilingue dal cuore che batte a destra - e con il doppio passaporto italo-austriaco in tasca. Assaporando una tradizionale Wienerschnitzel mit Pommes neanche troppo succulenta (lui) e degli intramontabili Hirtenmaccheroni (io), abbiamo disquisito sull’interessantissima seppur tragica realtà degli italici di frontiera, pardon, della comunità italiana dell’Alta Valle Isarco (ovvero della Wipptal). Davide ha proposto soluzioni le quali, se venissero applicate, risolverebbero non solo la questione altoatesina ma addirittura quella meridionale. Preferisco non anticipare decisioni irrevocabili che in un prossimo futuro potrebbero mutare (o sconvolgere?) gli equilibri geopolitici in questo lembo di terra mitteleuropea. O forse potrei farlo… beh, intanto un assaggio della discussione con Orfino si può leggere QUI. Buon divertimento.

Vedi anche: http://www.brennerbasisdemokratie.eu/?p=725

Verfasst von: Valentin[o] | 1. Mai 2008

Virgulus.

Virgolo/Virgl.

Le pendici non si toccano! E’ uno dei caposaldi dell’urbanistica bolzanina che merita di essere rigorosamente difeso.
Bolzano è nata e cresciuta nella piana della conca senza mai arrampicarsi sugli impervi declivi che la contornano. E, per quanto mi riguarda, resterò fedele a questo principio che garantisce una sicura qualità paesaggistica ed ambientale di Bolzano.
Questo principio vale anche per il Virgolo che non può e non deve diventare area di edificazione residenziale. Deve restare bosco e campagna, come è sempre stato. Ma il Virgolo è anche un magnifico terrazzamento naturale che si affaccia sul centro storico. Già è oggi servito da una magnifica passaggiata che parte da Aslago e lo collega con Castel Flavon. E c’è in programma la continuazione della passeggiata fino alla stazione a valle del Colle. Merita dunque di essere valorizzato come risorsa naturale a disposizone dei bolzanini: un vero parco urbano ravvicinato. Ciò significherebbe intervenire - con una pianificazione attenta e rigorosamente sostenibile, per la realizzazione di un parco naturale con un suo polo di attrezzature attrattive finalizzate al tempo libero, allo sport, alla ristorazione. Magari ri-costruendo una funivia! Un bel progetto in questo senso è stato elaborato tempo fa dall’Ecoinstitut e dalla Lega. Forse con il nuovo PUC potremmo farci un pensiero.

Silvano Bassetti, febbraio 2006

Verfasst von: Valentin[o] | 26. April 2008

Danke vom Herzen.

Silvano Bassetti - *Tn 12.12.1944, †Bz 26.04.2008.Silvano Bassetti, assessore all’urbanistica della Città di Bolzano-Bozen, è morto stamane all’età di 63 anni. Lo conoscevo bene, o perlomeno a sufficienza da poterlo definire un grande uomo nonché un ottimo architetto e urbanista. ”Ander”, in un suo commento, ne ha descritto con invidiabile chiarezza le qualità. Ti ringrazio Ander.

Dopo lungo silenzio, sono tornato a scrivere nel blog del figlio, l’amico Carlo Bassetti. Avrei preferito farlo in ben altra circostanza, in nome dei “bei tempi” trascorsi sulla analoga piattaforma web voluta da suo padre [vedi]. Il nick Valentin[o] - che da oltre due anni imperversa su internet, accompagnando le mie scorribande - è nato e crescuto lì. Sono ricordi bellissimi, quelli legati all’esperienza a fianco di Silvano. Virtuale prima, “sul campo” poi. Devo molto a quella stagione, così vicina nel tempo eppure colma di ricordi e aneddoti. Un’epopea quasi “epica”, straordinariamente presente nella mia memoria, alla stregua delle vicende più personali. Eh… sono giovane, ma nonostante ciò posso affermare (senza remora alcuna) che la città e tutta la provincia di Bolzano devono moltissimo a Silvano Bassetti. Il Partito Democratico-Demokratische Partei dell’Alto Adige-Südtirol, poi, perde il fondatore che ha creduto maggiormente nella “nuova creatura” cui anch’io in minima parte ho contribuito a dar vita, sotto la sua saggia guida. Ancora una volta si andrà avanti »in ciò che era giusto«, con rinnovata intraprendenza e ancora più determinazione di prima, custodendo l’enorme eredità umana e politica lasciata da Silvano. Non sarà facile. Ci rivedremo lassù, Silvano. Ciao assessore.

Verfasst von: Valentin[o] | 25. April 2008

Willkommen Simon!

Simon Pezzutto.Simon Pezzutto (foto), referente dei Giovani Verdi del Sudtirolo a livello nazionale, ha avuto la cortesia di rispondere al post “Volemose bene“, relativo a un testo alquanto discutibile comparso sul sito del movimento giovanile dei Verdi-Grüne-Verc. QUI trovate il suo commento nonché di seguito le reazioni.

Un’anticipazione:

Liebe Leser, hiermit möchte ich meine vollkommene Empörung darüber ausprechen, für das was ein bestimmter Herr “Valentino” auf dieser Web Seite gepostet hat. Ein Text von unserem Webadmin Tobias Franceschi wurde kritisiert, der von allen anderen Mitgliedern der Jungen Grünen (soweit es mir bekannt ist) gutgeheissen wurde. [...]

Verfasst von: Valentin[o] | 20. April 2008

Fundstück I. Scontro tra titani.

Eva Klotz (ST-Freiheit), Davide Orfino (Azione Giovani).

Noi siamo per la pacifica convivenza! E voi?
(fonte: Flickr/Davide Orfino)

Verfasst von: Valentin[o] | 17. April 2008

Die verbotene Demo.

Die verbotene Demo in Bozen. 17.04.2008.

La qui presente riflessione fa da corollario a quest’altra.

Vedi anche la notizia riportata sul blog di Riccardo Dello Sbarba.

 

Com’è beffarda la storia. Sino a qualche anno fa le poche proteste studentesche parlavano italiano ed erano contro Roma. Ora la lingua predominante è il tedesco e ad essere contestata è “mamma Provincia”, centro del potere politico in Alto Adige-Südtirol. Questa inversione di ruoli ha varie ragioni. Il luogo dove si prendono le decisioni che contano è Bolzano-Bozen, non più la capitale. La distanza dalla politca è percepita come forte tra i giovani sudtirolesi. Il disagio vero è presente (più di quanto si possa credere) nella scuola “tedesca”, meno in quella “italiana”. Gli studenti ladini, invece, stanno a guardare allibiti da una finestra ritagliata tra le Dolomiti, oasi di beatitudine e perfezione grazie alla loro scuola di respiro europeo.

Lies mehr…

Verfasst von: Valentin[o] | 15. April 2008

Gründemokraten.

Girasoli.

Un’analisi più accurata e approfondita del voto [qui] & [qui] - vedi anche Markus Lobis

Dopo la “sbornia elettorale” di ieri sera - cui non mi sono sottratto neppure io (vedi) -, vorrei analizzare con più calma il risultato uscito dalle urne in Italia e in Sudtirolo. Parto con un’amara constatazione: Silvio Berlusconi, in un colpo solo, ha ottenuto tutto ciò che voleva. Una maggioranza solida e autosufficiente al partito “nuovo” (de facto inesistente) da lui guidato nonché a un’alleanza (quella con il padano Bossi) che purtroppo esiste da molto tempo; l’UDC e Casini finalmente fuori dai giochi - per non dirla in altri termini; i “comunisti”, ovvero i nemici numero uno di Emilio Fede, eliminati per almeno una legislatura dallo scenario politico parlamentare. La stanza dei bottoni è quasi in mano sua. Infatti, il dato in assoluto più allarmante è il successo della Lega Nord, la quale incassa persino il voto operaio, sinora in mano alle forze che compongono la Sinistra l’Arcobaleno. La crisi di quest’ultima ha dell’incredibile e ci deve fare pensare. I continui richiami al ”voto utile” in campagna elettorale spiegano solo in parte la debacle di Bertinotti, il quale paga una politica invecchiata e nostalgica, orientata al “no a tutti i costi” ma pronta a dire sì alla presidenza della Camera, nonché quell’aria più da movimento che da vero e proprio apparato di partito. Va detto comunque che il voto all’asse Partito Democratico-Italia dei Valori, con questa legge elettorale, era effettivamente l’unico “voto utile” contro l’ascesa di Berlusconi, che poi si è puntualmente verificata. Non si tratta perciò di un voto “ideologico” bensì “opportunista”. L’aggravante è di aver risucchiato preferenze dalla Sinistra Arcobaleno, quindi da un’area tradizionalmente avversa. Walter Veltroni dovrà tenere conto di ciò e aprire un dialogo concreto con le anime “in pena” escluse dal Parlamento; buona parte dell’elettorato PD - il cui bacino d’influenza reale in termini di condivisione della politica riformista è inferiore al risultato ottenuto - non è rappresentato al suo interno da persone convinte di quella scelta, ma la paura di Berlusconi ovvero il diffuso “antiberlusconismo” (vero motore delle sinistre) ha fatto la differenza. Questo vale anche per la nostra Provincia, dove il voto di domenica e lunedì è poco indicativo in vista delle provinciali d’autunno, in quanto legato strettamente agli esiti nazionali che la legge vigente poteva generare. Sulla scelta di questo o quel partito ha influito dunque un “criterio nazionale”, adottato pure sul sottoscritto (vedi).
Lies mehr…

Verfasst von: Valentin[o] | 14. April 2008

La fine della Sinistra? Democrazia in pericolo.

Scenari inquetanti. Seguiamo in diretta il tracollo dell’Italia democratica.

SVP al minimo storico: 44,3 % il risultato definitivo. Fine di un’epoca?

vedi anche [Luca Marcon], [Rete civica dell'Alto Adige], [bbd], [SegnaVia].

Purtroppo avevo ragione. Ero all’Hopfen & co. di Bolzano/Bozen, quando affermai a un gruppo di amici che per il PD non c’erano speranze di vittoria, perlomeno alla Camera. Non l’avessi mai detto…

La Sinistra l'Arcobaleno.Innanzitutto: mai fidarsi degli exit-poll, soprattutto di quelli “Consortium” cui si è affidata la Rai rimediandoci una figuraccia, mentre Mediaset con “Ipsos” (le cui proiezioni sono più attendibili) pregusta la vittoria già da diverse ore. Il Popolo della Libertà, infatti, ha vinto le elezioni. Anzi, peggio. Al Senato della Repubblica il trionfo inatteso della coalizione di Silvio Berlusconi: 167 seggi contro 137. Il distacco del Partito Democratico è consistente. Percentuali bulgare della Lega Nord Padania nelle regioni settentrionali, prima fra tutte la Lombardia. Detto questo: il dato più clamoroso è il crollo della Sinistra Arcobaleno. Lo spoglio delle schede mostra un trend molto negativo per il “cartello elettorale” di Bertinotti (3,1 % su scala nazionale). Scompare dal Parlamento la Sinistra radicale; in Emilia Romagna ha preso il 3 %, mentre la Lega Nord si attesta all’8 %, in Toscana l’Arcobaleno è solo al 4,5 %. Una vera catastrofe, dato che lo sbarramento è al 4 %. L’esclusione da Palazzo Madama come da Montecitorio, rappresenta il risultato più deludente nella storia del “blocco comunista” italiano. La strategia del “voto utile” è responsabile anche della fine del movimento verde in Italia. Un’impostazione all’americana di cui Veltroni dovrà farsi una ragione.

In Sudtirolo l’affluenza è stata ca. dell’85 %, in leggero calo rispetto al 2006 (88 %). Ciò ha giocato a sfavore della Südtiroler Volkspartei, tanto da portarla al di sotto della soglia psicologica del 50 %. Secondo i dati forniti in queste ore dal Commissariato del Governo, l’SVP raccoglie appena il 44,3 % di consensi. Die Linke Regenbogen arranca alla Camera (con un mediocre 3,3 %) e appare in forte difficoltà pure nei collegi senatoriali. Il Demokratische Partei raggiunge al contrario un ottimo risultato complessivo (oltre il 16 % su scala provinciale), trascinando il senatore Oskar Peterlini (”Insieme per le Autonomie”) al 46 % in Bassa Atesina/Unterland. Forte e davvero allarmente crescita dei Freiheitlichen, che oscillano attorno al 9 % (13 % nel collegio Brixen/Bressanone-Pustertal/Val Pusteria) e dell’Union für Südtirol (4,2 %), i quali sottraggono alla Stella Alpina un consistente numero di preferenze, soprattutto in periferia. Nelle città, invece, l’emoraggia di voti Volkspartei premia il PD.

Solida maggioranza centrosinistra+SVP a Bolzano/Bozen?

Verfasst von: Valentin[o] | 9. April 2008

Chi si accontenta gode.

SVP-Insieme per le Autonomie.Partito Democratico.La Sinistra l'Arcobaleno. Die Linke Regenbogen. La Manciancia Egaburvanda.

Ci vuole coraggio in politica per tentare nuove vie, come quello che ha avuto Alexander Langer. Una figura alla quale ho sempre guardato con ammirazione. Ha avuto il coraggio di dire cose che all’inizio sembravano irrealizzabili e che invece oggi sono realtà.

Walter Veltroni nel suo intervento a Bolzano-Bozen-Bulsan, mercoledì 12 marzo 2008.

Premessa. Opinione diffusa è che questa sia la peggiore campagna elettorale nella storia recente della Repubblica Italiana. Non potrebbe essere altrimenti: la situazione paradossale della prevedibile vittoria berlusconiana alla Camera, dovuta a una legge “porcata”, rende pressoché inutile la consultazione popolare. Niente di peggio poteva capitare a un 18enne il quale si appresta timidamente ad avvalersi del diritto di voto appena acquisito…

Perché voto PD. Ammesso e non concesso che tra Luisa Gnecchi, Klaudia Resch e la bella e simpatica Magdalena Amhof, la spunti quest’ultima, di una cosa sono convinto: l’imminente turno elettorale ha un valore soprattutto nazionale e ben pochi risvolti locali. Il Parlamento italiano (svuotato di quasi ogni competenza istituzionale riguardante il Trentino-Alto Adige/Südtirol) può incidere sulla realtà sudtirolese - ovvero sulle questioni ruotanti attorno al superamento in chiave perlomeno interetnica dello status quo, tanto care a [Blaun] - in modo talmente limitato che la presenza di due anziché tre+uno deputati SVP sugli scranni romani non cambia di certo le sorti dell’Autonomia “dinamica”, tantomeno dello stesso partito di raccolta. In autunno, forse, potremo assistere a un più serrato confronto tra le diverse concezioni e prospettive politiche sul futuro del Sudtirolo, e tastare con maggiore sicurezza il polso della crisi latente da tempo in casa Volkspartei, se di effettiva crisi vogliamo parlare. Per questo e altri motivi - vedi i commenti del caro Alexander: [1] [2] [3] | vedi anche: [1] [2] [3] -, domenica per la Camera dei Deputati sceglierò il Partito Democratico (Demokratische Partei, Partit Democratich). Ritengo Walter Veltroni adatto a ricoprire la carica di premier e la forza politica da lui guidata capace di governare l’Italia. Secondo la mia modesta opinione, il PD è all’altezza di altri raggruppamenti (social)democratici europei e affronta con responsabilità e innovazione i temi riguardanti casa, lavoro, economia, immigrazione, diritti civili, esteri, formazione, ricerca, ambiente, energia, trasporti e infrastrutture più di quanto allo stato attuale siano in grado di fare gli ex-alleati socialisti e comunisti.

Regenbogen. Ciò non toglie comunque che nel complesso il centrosinistra (componente rosso-verde compresa) sia per tradizione amico dei sudtirolesi. L’ultimo governo di Romano Prodi è stato un fin troppo brillante esempio, non dimentichiamolo. Degli altri “cartelli elettorali” scesi in campo, infatti, l’unico credibile anche sul piano locale appare essere “la Sinistra l’Arcobaleno” (die Linke Regenbogen, la Manciancia Egaburvanda), con capolista Klaudia Resch (stimata consigliera comunale verde a Merano), verso la quale si orienteranno l’amico Gabriele [VEDI] e pérvasion. La fusione dei “Verdi-Grüne-Verc” con Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani e Sinistra Democratica, per quanto sia un progetto interessante, mi lascia però con non poche perplessità e l’impressione fondata che l’alleanza non sarà duratura. In ogni caso, il voto “di protesta” in funzione anti-SVP guadagnato dall’area alternativa eco-sociale come dai democratici è un voto “utile” e da sostenere, fermo restando la validità parlamentare, e non provinciale, di queste tornata elettorale. Certo, in tutta franchezza, avrei preferito che per Luisa Gnecchi si privileggiasse la “posizione” nel governo provinciale - cercando di farle mantenere il ruolo di assessora alla scuola almeno fino al termine della legislatura, magari candidandola poi allo stesso incarico nella prossima - anziché proporle (con buone probabilità di farcela) un posto alla Camera, seppur ”ghiotto” per il centrosinistra altoatesino, privo di un proprio rappresentante a Roma dal lontano 1992 (bellunese Bressa a parte)… per questo l’elezione di Klaudia Resch non mi dispiacerebbe poi troppo.
Lies mehr…

Verfasst von: Valentin[o] | 8. April 2008

»Dieser Etrusker!«

Riccardo Dello Sbarba nel suo viaggio a Nairobi.“Dalle dolci colline toscane alla vetta dei verdi sudtirolesi - come si fa? Se si prendesse il Sudtirolo per quello che si vanta di essere (un “modello di convivenza”), Riccardo ne sarebbe l’incarnazione vivente: forte della propria cultura (italiana), si è imbattuto, coraggioso e disinvolto, in quella dei suoi nuovi concittadini. Riuscendo ad appropriarsene senza perdere nulla di proprio. Una felice integrazione in cui è stato aiutato da una naturale curiosità…”

“Von der sanften Hügellandschaft der Toskana zum Gipfel der Grünen Südtirols – wie geht das? Wenn Südtirol das sein soll, was es immer stolz verkündet („ein Vorzeigemodell des Zusammenlebens“), dann ist Riccardo dessen leibhaftiges Ebenbild. Gestärkt durch die eigene kulturelle Herkunft (italienische), hat er sich mutig und ungeniert mit dem Umfeld seiner neuen MitbürgerInnen auseinandergesetzt. Und es ist ihm gelungen, sich an dem Anderen zu bereichern, ohne seine eigenen Wurzeln zu schmälern…“

Florian Kronbichler

Nasce il blog di Riccardo Dello Sbarba. [Blaun] ist dabei!

[vedi anche il post "L'etrusco, finalmente online" su SegnaVia]

Verfasst von: Valentin[o] | 6. April 2008

Volemose bene.

Giovani orfini “verdi” crescono. A loro volta crescono le due montagne, sempre più imponenti. La “retorica della convivenza” è ben tratteggiata, a mio parere, da un contributo pubblicato sul sito dei Young Greens Southtyrol (Junge Grüne Südtirols, Giovani Verdi del Sudtirolo), neofondato gruppo giovanile dei Verdi-Grüne-Verc, costituito perlopiù da studenti universitari [di agraria?] ed esponenti dell’Antifa meranese, di madrelingua tedesca o mistilingui. Il livello è basso: mi viene un magone se penso a quanto scritto da Alexander Langer sul concetto di “Gesamtsüdtirol” - l’avranno almeno provato a leggere? - o anche solo alle dichiarazioni rilasciate più volte da Reinhold Messner (»Ich sehe mich als Südtiroler, als Europäer und als Weltbürger«). L’augurio è che i frutti dell’albero Young Greens Southtyrol.presente nel simbolo dei Junge Grüne maturino presto. Altrimenti, davvero, le istanze interetniche all’interno del mondo politico sudtirolese saranno spacciate. E con esse morirà ogni speranza di un partito autenticamente post-etnico, plurilingue e territoriale il quale possa rappresentare in pieno gli ideali di noi Gesamtsüdtiroler. Ecco il testo incriminato:

„Wir sind keine Südtiroler“ (Tobias Franceschi)

„Südtirol gehört zu Italien!“, „Nein Südtirol gehört zu Österreich!“
Unlösbares Dilemma? Nein, heiße Luft und Floskeln. Auf manche Fragen gibt es keine Antworten weil man sich gewisse Fragen einfach nicht stellen soll. Die ständige Südtiroler Identitätsfrage ist schlicht und einfach sinnlos…

Manche populistische Parteien treiben damit ein paar Stimmen auf und schüren damit Hass zwischen den Sprachgruppen in Südtirol. Der Kernpunkt ist ein anderer. Wir müssen uns bewusst werden, dass wir in einer globalisierten Welt leben. Eine Welt in der in Südtirol (das „Apfelland“) chinesische Äpfel verkauft werden und von der EU subventionierte Agrarprodukte in Afrika verkauft werden und damit den dortigen Lokalmarkt zu Nichte machen. In einer solchen Welt müssen wir mit unserem Provinzdenken aufhören und unsere Identität überdenken.

Deshalb sage ich: wir sind weder Deutsche noch Italiener auch keine Südtiroler, wir sind Europäer wir sind Weltbürger. Hören wir doch auf mit diesem sinnlosem Gestreite, diese sinnlose Sprachzugehörigkeit, bei der unsere Wahl eingeschränkt wird, bei der wir zu einer Wahl gezwungen werden. Muttersprache Deutsch? Seien wir doch mal ehrlich, wie viele Südtiroler sprechen Deutsch? Fast keiner, wir sprechen Südtirolerisch.

Es ist Zeit für eine Wende. Wir müssen uns als Mensch reformieren. Wir müssen unseren Horizont erweitern und weniger engstirnig sein. Es hat keinen Sinn unsere Aversion mit Unterschieden zu untermauern, lasst uns Gemeinsamkeiten finden, lasst uns zusammen eine Identität haben, wir sind keine Südtiroler wir sind Europäer wir sind Weltbürger.

Verfasst von: Valentin[o] | 3. April 2008

Einsprachige Libellen.

Il caso - I GIOVANI, IL BILIGUISMO E LE DIFFICILI LIBELLULE

“Corriere dell’Alto Adige” - sabato 5 aprile 2008 - pag. 8

 

vedi [1] [2]Die Libellen Tirols.

 

Esprimo compiacimento per il fondo di Gabriele Di Luca, pubblicato martedì dal vostro quotidiano, in merito all’increscioso episodio della biologa zittita da uno stuolo di studenti perché intervenuta in lingua tedesca durante un incontro su temi scientifici. L’editoriale mette in luce con efficacia la sfacciataggine dei ragazzi nell’ammettere lacune linguistiche più o meno significative, isolandosi così di propria volontà.

 

»Del tedesco me ne sbatto« è una “filosofia” dilagante tra i giovani. Molti attribuiscono la causa di tale indifferenza alla mancanza di stimoli nell’insegnamento della L2, ma la situazione è ben diversa. La riuscita di programmi didattici orientati al plurilinguismo è frenata da una serie di condizioni ambientali sfavorevoli che pregiudicano l’apprendimento, non ultima la realtà sociale nella quale è inserita una determinata scuola. A Brunico piuttosto che a Bressanone, infatti, gli studenti “italiani” sono (nella media) più predisposti al confronto con il mondo sudtirolese, mentre in generale i giovani bolzanini manifestano disinteresse verso la lingua tedesca e il dialetto - visto come ostacolo anziché come opportunità - nonché scarsa curiosità nel conoscere la storia e cultura locale.

 

Domina il timore dell’approccio stesso con la seconda lingua e ciò dimostra l’esistenza di un muro da abbattere, una barriera fatta di pregiudizi e ignoranza. Aggiungo una nota a margine: in Sudtirolo, le nuove generazioni sono prive di una rappresentanza “culturale” sufficientemente credibile. Si scorge un pericoloso e diffuso appiattimento su idee “preconfezionate”; basti pensare al fallimento di qualsiasi iniziativa editoriale plurilingue tra gli studenti (eccezion fatta per “Skolast”) o all’insuccesso di gruppi giovanili “interetnici” (come ad es. »Il Ponte-Die Brücke«). Esperienze condivise potrebbero invece incoraggiare un “cambio di paradigma” dell’“Umfeld” nel quale noi giovani ci muoviamo, agevolando lo sviluppo di una società indivisa cui dobbiamo giocoforza orientarci. Ma c’è ancora molto da fare.

 

Valentino Liberto,
Vicepresidente della Consulta Provinciale degli Studenti per la scuola in lingua italiana
e membro del Consiglio Scolasco Provinciale,
BOLZANO-BOZEN-BULSAN

 

Caro Liberto, condivido la sua riflessione. Anch’io credo manchi tuttora la diffusa volontà di acquisire una cultura plurilinguistica (qualcosa di assai più ampio del padroneggiare varie lingue). Troppi, inoltre, per raggiungere tale traguardo non sono disponibili a sopportare la «fatica» che ogni processo di apprendimento comporta. Ritengo però - come ha osservato Ferruccio Cumer nell’editoriale pubblicato giovedì - che certe resistenze vadano superate con gradualità. Insomma, una lezione scientifica in tedesco sulle libellule non mi pare l’approccio migliore, anche se l’intenzione era delle migliori. Enrico Franco

Verfasst von: Valentin[o] | 24. März 2008

“Knödeluniversität”, really?

in assenza del superblogger Étranger, che si gode meritate vacanze in trasferta a Parigi
…e sull’onda di un ottimo contributo pubblicato da pérvasion, con il quale mi congratulo
(vedi anche l’intervento di Enrico Hell sul suo blog ”Bilinguismo a Bolzano”)

Rita Franceschini.Sarà colpa del cognome, che ricorda troppo quello del vicesegretario PD, fatto sta che la nostra Rita Franceschini, dall’autunno prossimo, non sarà più al vertice della Libera Università di Bolzano-Bozen. Il Consiglio d’Università, infatti, ha deciso di indire un concorso internazionale per l’incarico di rettore. In poche parole, Franceschini silurata. Ben voluta dagli studenti - che le avevano rinnovato la propria fiducia nel Senato accademico (ma questo ovviamente non può fregare a nessuno) -, la ricercatrice ticinese si è impegnata nei quattro anni di rettorato affinché la LUB e in particolare la Facoltà di Scienze della Formazione a Brixen-Bressanone (cosa che avrà infastidito qualche Preside) si occupasse del Sudtirolo in una prospettiva internazionale e con un’impronta oltremodo scientifica, atteggiamento senza eguali nella storia di una provincia abituata alla preistoria della “ricerca”. Presa di mira in più occasioni dalla stampa locale (leggi: “Alto Adige”), ai sudtirolesi, a prescindere dal gruppo linguistico di appartenenza, è sempre stata un po’ antipatica, con tutta probabilità per le sue origini svizzere. Come al solito, mandiamo via le teste migliori per tenerci quelle bacate dei funzionari Volkspartei. Amen.

Morto un papa se ne fa un altro. Già si parla del possibile successore di Rita Franceschini: si avanzano i nomi “interni” di Walter Lorenz e (udite udite) Hans Drumbl. Io però ho uno scoop tutto per voi: tra colombe e uova di cioccolato, mi è giunta voce che negli ambienti di un certo livello circola il nome di un noto politico, assai più adatto e meritevole ad occupare la carica di rettore. Otto Saurer è l’uomo da battere. Conosce il territorio a menadito (esperto in osterie della Vinschgau), è persona competente nell’ambito dell’istruzione (oltre che vicepresidente delle Provincia, è assessore alla scuola tedesca, alla formazione professionale tedesca e ladina e all’università da cinque anni, non dimentichiamolo!), il suo mandato scade esattamente in autunno e non si ricandiderà alle elezioni provinciali (anche perché otterrebbe quattro voti in croce, a giudicare dai sondaggi commissionati dalla Zett nel settembre 2007) e dulcis in fundo il Homo saurer. Libera nos a malo.suo ristorante preferito, l’„Oca Bianca“ all’Obstmarkt (già „Posada” in Corso Libertà, ai tempi del Saurer assessore alla sanità), si trova a pochi passi dalla sede bolzanina dell’Università, quindi non rischiamo che Otto rimanga con lo stomaco vuoto. E poi un’intelligenza del genere, un uomo così capace e sveglio non possiamo lasciarlo ammuffire in pensione, perbacco! Lui è il Walter Faber sudtirolese, razionale, pragmatico, puntiglioso e osservatore come il personaggio ritratto dallo scrittore svizzero Max Frisch in “Homo faber“… Insomma: più sicuri, c’è homo saurer. Rialzati LUB!

Verfasst von: Valentin[o] | 24. März 2008

Giustizia è fatta!

Libertà e Solidarietà.Meno male una buona notizia: il TAR del Lazio ha accolto il ricorso contro il “perdurante uso confusorio” del nome “Rosa Bianca” da parte del movimento fondato da Pezzotta e dagli ex-UDC Baccini & Tabacci (formalmente: “Libertà e Solidarietà“), sostenitori del candidato dell’Unione di Centro ovvero dell’UDC Pierferdy Casini - mai cognome fu più azzeccato. Lo rende noto l’associazione culturale e politica ‘Rosa Bianca’ (promossa all’inizio degli anni ottanta in Trentino da un gruppo di cattolici democratici, la quale a sua volta prende il nome e l’ispirazione dal gruppo di studenti universitari bavaresi che sessant’anni fa si opposero a mani nude al regime di Hitler), precisando che l’indicazione “Rosa Bianca” non potrà più essere utilizzata, tantomeno come dominio internet [vedi]. Del caso si era recentemente occupato anche [Blaun], con il post “La Rosa sbianca“. Ora giustizia è fatta!

Verfasst von: Valentin[o] | 20. Februar 2008

Die Mitterer-Saga.

[Blaun] ha anticipato, con un contributo su Felix Mitterer, la pubblicazione nel Wochenmagazin ”ff” di una lunga intervista al noto autore tirolese; di questo sono profondamente onorato. A costo di apparire ripetitivo, ritengo opportuno completare l’excursus su vita e opere di Mitterer, postando la versione integrale dell’articolo.

Felix Mitterer.

DIE MITTERER SAGA - FF 07/2008 - 14.02.2008

Interview: Der Tiroler Autor Felix Mitterer über die Faszination Südtirol, den Problembären Bruno, Andreas Hofer und die Russen. Ein Gespräch zum 60. Geburtstag.

ff: Herzlichen Glückwunsch! Sind Sie erschrocken, schon 60 Jahre auf dem Buckel zu haben? Mitterer: Erschrocken nicht. Ich habe mich nur gewundert, wie schnell die Zeit vergangen ist. An und für sich bin ich aber sehr erfreut darüber. Es schafft ja nicht jeder bis 60. Ich lebe nämlich nicht sehr gesund: Ich rauche ordentlich, trinke gern Wein, betreibe keinen Sport, sitze herum und arbeite die Nächte durch. Da darf ich wohl stolz sein auf mich, oder besser - auf meinen Körper.

ff: Sie sagen Irland jetzt Ade. Es heißt, Sie würden nach Südtirol ziehen. Wird der Mitterer ein Südtiroler? Mitterer: Das weiß ich nicht. Ich bin nämlich leicht erschrocken: Ich habe mich in den vergangenen eineinhalb Jahren bei euch umgeschaut und die Erfahrung gemacht, dass dort, wo es wärmer ist und eine Weinrebe wächst, die Immobilien fast unbezahlbar sind. Jedenfalls suchen meine Frau und ich nach zwölf Jahren Irland, Wind und Feuchtigkeit etwas Wärmeres.

ff: Die rasante Urbanisierung der Südtiroler Landschaft schreckt sie nicht? Mitterer: Die haben wir jetzt in Irland in viel grauenvolierer Version. Ihr habt wenigstens eine Architekturtradition. In Irland wird zubetoniert.

ff: Nun hat Ihre Rückkehr nicht nur mit feuchten Knochen zu tun. Haben Sie als Schriftsteller das Umfeld in der Sprache vermisst, in der Sie schreiben? Mitterer: Ich habe eines Tages begonnen, englisch zu denken, mir sind deutsche Wörter nicht mehr eingefallen. Da hab ich das Englische sein lassen. Ich kann bis heute nicht gscheit’ Englisch.

ff: Sie haben noch nie so viel geschrieben wie während ihrer Irland-Jahre. Mitterer: Es gibt da auf dem Lande so gue wie nichts: kein Kaffeehaus, Kino oder Theater. Keine Versuchung also.

ff: In der Einsamkeit hat Sie der Problembär Bruno ,,aufgestöbert”. F.X. Schwarzenberger verfilmt eine TV Komödie, die Sie rund um diesen Bären geschrieben haben. Warum das? Mitterer: Ein Stoff, der an sich wunderbar zur Komödie taugt. lch habe mich bei der Geschichte eng an die Fakten gehalten. Und so kommt der bayrische Ministerpräsident vor, der Nordtiroler Landeshauptmann, sein Agrarlandesrat und dessen Bruder, der Landesjägermeister.

,,Andreas Hofer hat mich tief gerührt.”
,,Die Südtiroler waren immer schon begabter als die Nordtiroler.”

ff: Nächstes Jahr steht das Gedenkjahr an… Mitterer: Na, mein Gott…

ff: Sie haben sich über Jahre mit dem Freiheitshelden beschäftigt. Gibt es an dieser Figur noch was zu entdecken? Mitterer: Hofer ist eine interessante Figur, und die Situation zu seiner Zeit in Tirol ist spannend. Ich habe meinen Beitrag zu Hofer im Jahr 2001 abgeliefert, indem ich das Drehbuch zum Spielfilm ,,Die Freiheit des Adlers” gemacht habe.

ff: Sie haben Hofer im Film entschärft. Wird der Blick aus der Ferne milder? Mitterer: Ja, durchaus. Nach Jahren der Recherche hat mich der Mann am Ende angerührt. Auch weil er von allen furchtbar missbraucht wurde, vor allem vom Kaiserhof. Wenn man die Geschichte von seinem Tod her betrachtet, seinen Abschiedsbrief dann ist er mir nahegekommen. Sein Schreiben ist einer der schönste Abschiedsbriefe, die jemals geschrieben wurden.

ff: Sie haben sich viel mit Südtirol und seiner Geschichte auseinandergesetzt. Warum? Mitterer: Der Film über die Optionszeit, ,,Verkaufte Heimat”, dann der Hofer-Film, die Oper über Oswald von Wolkenstein - ich staune selber, was da entstanden ist, Geschichte ist nun mal spannend: Ich kann viel aus ihr lernen. Und dann bekomme ich auch noch Geld dafür. Es kann wohl kein Zufall sein: Die Südtiroler waren immer schon begabter als die Nordtiroler, und zwar in jeder Hinsicht. Künstler, Schriftsteller, ungewöhnliche Persönlichkeiten gibt es nun mal mehr in Südtirol. Vielleicht hat es ja mit dem Wein zu run, dass die großen Persönlichkeiten aus Südtirol stammen.

ff: Ihre legendäre Tourismus-Satire, die ,,Piefke-Saga”, erhält mit der ,,Russen-Saga” eine Fortsetzung: Flicken Sie jetzt den Russen am Zeug? Mitterer: 20 Jahre nach der ,,Piefke-Saga” finde ich die Fortsetzung mit denselben Akteuren von damals spannend: Es hat mich interessiert zu schauen, was aus den Figuren geworden ist. Ich war im Paznauntal und habe gesehen, wie es zugeht: Die deutschen Gäste sind stockbeleidigt, weil die neureichen Russen daherkommen und sich die Aufmerksamkeit nun ihnen zuwendet - genug Stoff für eine Komödie.

ff: Wie kann man sich denn den Felix Mitterer recherchierend im Paznauntal vorstellen? Er mietet sich in einem Nobelhotel ein und zückt den Notizblock? Mitterer: Das läuft ganz anders. Der große Vorteil ist, dass man mich in Tiroler Tourismuskreisen kennt. Seit Jahren schon werden ich angesprochen: ,,Felix, du musst etwas über die Russen schreiben!”. Man gibt mir freudig Auskunft. Die Recherchen waren viel einfacher geworden als in den 1980er-Jahren fui die ,,Piefke-Saga”.

ff: Weniger lustig dürfte es im ,,Patriot” zugehen, wo Sie die Geschichte des Briefbombenattentäters Franz Fuchs aufarbeiten. lst Ihnen der dauernde Genre- und Themenwechsel eine schriftstellerische Notwendigkeit? Mitterer: Ja mei, ich mache halt viel, und der Stoff sucht sich die Form. Was heißt Notwendigkeit? Das Spannende sind die Menschen, ist diese Persönlichkeit von einem Fuchs: Wie kommt ein Mensch dazu, anderen eine Bombe ins Haus zu schicken? Zum anderen ist auch die politische Situation an sich sehr interessant, in der so etwas passiert. An dieser Situation hat sich bis heute nicht viel geändert, im Gegenteil, sie hai sich verschärft. lnsofern bin ich froh, dass ich dieses Stück geschrieben habe und dass es noch heuer in Wien aufgeführt wird.

ff: Manches, was von Ihren Werken als Klassiker gilt, hat als Skandal begonnen; ,,Kein Platz für Idioten”, ,,Stigma”, die ,,Piefke-Saga”… Mitterer: Skandale habe ich nie beabsichtigt. Ein Stoff kommt auf mich zu und beschäftigt mich; ich denke nicht daran, was einmal daraus entstehen könnte. Bei ,,Stigma” hätte ich mir nie trumen lassen, dass es so viel Diskussion auslöst. Vielleicht war ich zu naiv. Aber natürlich: Was kann sich ein Autor mehr wünschen, als dass seine Werke zur Diskussion anregen?

ff: Schriftsteller haben oft Angst vor dem weißen Blatt. Sie auch? Mitterer: Ja. Das ist entsetzlich. Am Anfang ist es ganz furchtbar, vor allem bei größeren Geschichten. Jetzt weiß ich aber, dass es vorbeigeht. Natürlich kommt irgendwann wieder ein toter Punkt, wo ich mir denke, das funktioniert alles nicht, wo ich das Gefühl habe, ich kann immer noch nicht schreiben oder ich kann es nicht mehr. Irgendwann beginnt sich eine Geschichte aber selber zu schreiben und beginnt ein Eigenleben. Dann wird es spannend.

ff: Als Moralist wollten Sie nie bezeichnet werden. Obwohl die Moral bei Ihnen ein wiederkehrendes Thema ist. Mitterer: Ja, aber ich möchte nicht klüger, besser und moralischer sein als der Zuschauer. Ich habe das Bedürfnis, ein Thema so spannend zu verpacken, ohne den moralischen Zeigefinger zu erheben. Wenn ich es doch tue, ist es mir fürchterlich unangenehm.

ff: Sind Sie sentimental? Mitterer: Das wird mir oft vorgeworfen. Aber es kann nun mal nicht alles nur über den Kopf laufen. lch habe nicht nur ein intellektuelles Publikum, und darüber bin ich auch sehr glücklich.

ff: Was ist aus dem Schauspieler Felix Mitterer geworden, der 1978 in Lana die Hauptrolle in ,,Kein Platz für Idioten” spielte? Mitterer: Ich bin draufgekommen, dass ich wenn ich weiter hätte schaupielern wollen, eine Ausbildung gebraucht hätte. Ich habe sehr schnell gemerkt, dass die Profischauspieler unendlich schneller dort waren, wo sie hin wollten. lch aber musste mich richtig abmühen. Als man mich nach Hamburg eingeladen hat, den Ibsen zu spielen, musste ich aber schon sagen: Entschuldigt Leute, aber ich kann ja nicht einmal Hochdeutsch sprechen.

Interview: Markus Larcher.

Zu Person. Felix Mitterer ist heute einer der meistgespielten deutschsprachigen Dramatiker. Am 6. Februar 1948 in Achenkirch in Tirol geboren, besuchte er die Lehrerbildungsanstalt in Innsbruck und arbeitete beim Zollamt. 1977 machte er sich als Autor selbstständig und debütierte mit dem Theaterstück ,,Kein Platz für Idioten“. Das Stück über die Ausgrenzung von Behinderten sorgte für einen handfesten Skandal. Es folgten zahlreiche Theaterstücke und Arbeiten als Drehbuchautor, unter anderen für Filme wie ,,Die verkaufte Heimat”, die Tourismus-Satire ,,Die Piefke-Saga” oder für die TV-Reihe ,,Tatort”. Mitterer, den eine breite Themen- und Genrepalette auszeichnet, hat auch die Vorlage zu Musiktheaterstücken und die Oper ,,Oswald von Wolkenstemn“ geschrieben. Mit Preisen überhäuft, steht der Autor in der Tradition der Volkstheaters. Bevorzugt greift er Themen auf, die mit seiner Heimat und ihren Bewohnern zu tun haben. 1995 zog Mitterer nach Irland - und kehrt jetzt wieder, ,,nach viel Wind und Feuchtigkeit’ zurück. 2010 soll es eine Fortsetzung seiner ,,Piefke-Saga” geben, diesmal mit Hauptaugenmerk auf die Russen.

Verfasst von: Valentin[o] | 19. Februar 2008

Ne zaboravimo Sarajevo.

Sarajevo.

 

Dall’amico Werner ricevo e molto volentieri pubblico:

Fondazione [ Alexander Langer ] Stiftung.
INVITO-EINLADUNG

 

Venerdì 22 febbraio - Freitag 22. Februar | ore 17.00 – 19.00 Uhr
Centro pastorale (Sala piccola) - Pastoralzentrum (kleiner Saal)
Piazza Duomo-Domplatz 6 | Bolzano-Bozen

Jens Woelk
Università di Trento, Accademia Europea Bolzano
Universität Trient, Europäische Akademie Bozen

Bosnia Erzegovina | Bosnien Herzegowina
tra federalismo etnico e stato multinazionale

zwischen ethnischem Föderalismus und multinationalem Staat

Introduce | Einführung
Roberta Medda - Windischer
docente del Master e Senior Researcher
all’Istituto sui Diritti delle Minoranze dell’Accademia Europea di Bolzano

Dozentin des Masterkurses und Senior Researcher
des Insitutes für Minderheitenrecht der Europäischen Akademie Bozen

Con un intervento sull’attualità in Kosovo di
Mit einem Beitrag über die Situation in Kosovo von
Emanuele Giordana
autore, giornalista, direttore agenzia “Lettera 22″
Schriftsteller, Journalist, Direktor der Agentur “Lettera 22″

Jens Woelk è ricercatore di diritto pubblico comparato nella Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Trento e Senior Researcher dell’Istituto per lo Studio del Federalismo e del Regionalismo dell’Accademia Europea di Bolzano. Con Francesco Palermo ha di recente pubblicato il libro „Diritto costituzionale comparato dei gruppi e delle minoranze“, CEDAM Padova, 2008 | Jens Woelk ist Forscher des öffentlichen Rechts an der Rechtswissenschaftlichen Fakultät der Universität von Trient und Senior Researcher des Insitutes für Minderheitenrecht der EURAC. Zusammen mit Francesco Palermo hat Woelk vor kurzem das Buch „Diritto costituzionale comparato dei gruppi e delle minoranze“, CEDAM Padova 2008, veröffentlicht.

Verfasst von: Valentin[o] | 15. Februar 2008

Record.

Michaela Biancofiore.Nell’intervista pubblicata ieri dal settimanale ff, Michaela Weissblume è riuscita nell’impresa (quasi impossibile per un comune mortale) di smentirsi in appena quattro righe. Alla domanda su quali articoli dello Statuto d’Autonomia metterebbe mano, la pasionaria di FI risponde (pagina 21):

»In primo luogo l’articolo 19. Dev’essere possibile, nel cuore dell’Europa, realizzare una scuola plurilingue. Secondo: proporzionale e patentino. Via!«

Chefredakteur Norbert dall’Ò: »…e terzo?«

»Terzo vorrei l’elezione diretta del Landeshauptmann e pure dei due vice-presidenti italiano e ladino.«

Ma come? Un voto etnico? La spartizione etnica delle poltrone? E in che modo si realizzerebbe? Presentando al seggio la dichiarazione d’appartenenza linguistica (appena abolita da lei stessa)? Biancofiore, per carità, lascia perdere lo Statuto, pensa piuttosto alle calde serate romane o a come intrattenere la tua parrucchiera!

Verfasst von: Valentin[o] | 15. Februar 2008

Niente zombie nel PD!

Zombie.

Mentre PD altoatesino e Volkspartei annunciano che metteranno al vaglio del proprio elettorato la candidatura “unitaria” del senatore Svp Oskar Peterlini nel collegio Bolzano-Bassa Atesina/Bozen-Unterland, attraverso delle “primariette”, nello stesso Demokratische Partei non manca chi si esprime contro “minestre riscaldate”, soprattutto per quanto riguarda la lista da presentarsi alla Camera. Sabato si riunirà a Bolzano-Bozen l’assemblea dei delegati di circolo, convocata per eleggere il coordinatore comunale del partito di Veltroni. E già c’è un primo documento “scottante”…

Da Antonio Testini* ricevo e volentieri pubblico, in esclusiva per [Blaun] (ogni riferimento a fatti, persone o cose realmente esistenti è del tutto casuale):

[...] bisognerà evitare nella maniera più assoluta (e non soltanto perché lo Statuto del Partito Democratico prevede le primarie per le candidature) di affidare ad alcuni pochi leader, meno che mai ad un uomo solo, il compito di selezionare i candidati e le candidate con bilancini partitocratici. E’ importantissimo, in special modo per riannodare i rapporti con un elettorato deluso e depresso, ma anche per consentirgli di partecipare efficacemente e di impegnarsi nella campagna elettorale, che, ovunque possibile, si tengano elezioni primarie. Invece di raccontare che già non c’è più tempo si dedichino subito le energie ad approntare strumenti e sedi. Gianfranco Pasquino - “Proviamo a vincere” - L’Unità - 28.01.2008

Appello/Documento: NO alla elezione dei politici–zombie.

Noi democratiche e democratici dell’Alto Adige-Südtirol, tutti fondatori e fondatrici del Partito Democratico - Demokratische Partei, chiediamo che:

  1. i/le candidati/e alle elezioni siano scelti/e attraverso le primarie;
  2. sia confermata l’alternanza di genere;
  3. capolista sia una donna;
  4. siano locali i/le candidati/e;  nessun politico di altro luogo potrà e dovrà candidarsi nella nostra circoscrizione, nemmeno i/le leaders del PD-DP;
  5. nessuna candidatura sia imposta dalla Direzione Nazionale;
  6. sia favorito il ricambio generazionale escludendo le candidature di coloro che hanno svolto più mandati parlamentari.

Il presente documento sarà sottoposto questo sabato, 16 febbraio, all’attenzione dell’assemblea cittadina del Partito Democratico - Demokratische Partei (sala di rappresentanza del Comune di Bolzano, Vicolo Gumer - ore 14.00).

*già presidente del quartiere Gries-San Quirino/Quirein (2000-2005)

Verfasst von: Valentin[o] | 14. Februar 2008

San Valentin[o].

Valentinstag. Fairschenkt Rosen

Zum Valentinstag verkaufen die Weltläden in verschiedenen Städten Südtirols fair gehandelte Rosen. Die Organisation für Eine solidarische Welt (OEW) will damit auf die Missstände in der Blumenindustrie aufmerksam machen und die Alternativen des fairen Schenkens aufzeigen. [Blaun] unterstützt die Initiative. | In occasione del giorno di San Valentino, le “Botteghe del Mondo” venderanno in diverse città dell’Alto Adige rose del commercio equo e solidale. Con questa azione l’Organizzazione per Un mondo solidale (OEW) vuole sensibilizzare la popolazione riguardo al comportamento scorretto dell’industria dei fiori e porre in evidenza l’alternativa di un regalo “giusto”. [Blaun] sostiene l’iniziativa.

More info [hier].

Verfasst von: Valentin[o] | 13. Februar 2008

Kulturhauptstadt Bozen?

Bahnhof Bozen.Bahnhof Bozen.

In attesa di sapere cosa ci riserverà il caro Étranger nel suo editoriale di domani [vedi], posto di seguito un articolo realizzato per “Vajolet” (Weiße Rose Blog) nel lontano aprile 2006, pochi giorni dopo la tornata elettorale che vide vittoriosa L’Unione di Romano Prodi. Sottolineo che all’epoca avevo 16 anni, quindi perdonate alcune ingenuità; il testo andava a costituire la spina dorsale di un blog dai contenuti personali. Mi sento in ogni caso di riadattarlo a [bbd]. Oggi come allora, infatti, tutto è fermo; viene sul serio da interrogarsi se il capoluogo, governato da una coalizione di centro-sinistra “ostaggio” di Ellecosta (Svp), sia in grado o meno di pianificare il proprio futuro. Sorgono non pochi dubbi in proposito. Nel frattempo è sorto il Museion, ma era in cantiere da anni. L’orrida facciata/scalinata del “Pascoli” e l’altrettanto orrenda mobilitazione popolare per salvarne la memoria, fa del Polo bibliotecario un’anatra zoppa. L’ottimismo su Vajolet si trasforma in pessimismo su [Blaun]. A mio parere, la maggioranza italiana di Bolzano-Bozen-Bulsan mai sarà pronta ad affrontere quelle sfide culturali